Il dolore
Santa Maria Bianca, giù il tettuccio
Un pezzo si è staccato: sopralluogo dei vigili del fuoco e transenne. Per la diocesi non c’è pericolo
LUCCA. Ha destato preoccupazione, in particolare fra i genitori che ogni giorno si recano alle attigue scuole elementari Pascoli a portare e riprendere i propri figli, il crollo di parte di un cornicione della facciata della chiesa di Santa Maria Bianca che si affaccia sulla piazza omonima. È avvenuto per l’esattezza giovedì 3 novembre, in pieno smontaggio della tensostruttura dei Comics. I vigili del fuoco, subito accorsi, hanno compiuto le verifiche sulla struttura e collocato le transenne davanti alla chiesa, che rimangono tutt’ora.
«Un piccolo pezzo è venuto giù dal tettuccio - spiega la diocesi, responsabile per l’edificio religioso, attraverso monsignor Michelangelo Giannotti -. I vigili del fuoco hanno eseguito i sopralluoghi e messo le transenne. Non risulta che ci siano pericoli», aggiunge.
Non viene confermato, almeno per il momento, se e quando verranno effettuati lavori al tettuccio.
Almeno a occhio nudo, non risultano altri crolli dalla tettoia di poco sporgente, ma logoramenti nella facciata sì, dai bordi alla base ad alcune pietre nelle sezioni più alte: piccole parti di pietra sgretolata che non sembrano comunque inficiare la stabilità della struttura.
La chiesa di Santa Maria Bianca, un bellissimo complesso la cui prima edificazione risale al secolo XII (il vero nome di Santa Maria Forisportam indica che all’epoca della costruzione la chiesa si trovava fuori dalla cerchia muraria allora esistente, la seconda, salvo poi essere inglobata dalla terza cerchia, quella cinquecentesca) è purtroppo chiusa da quasi due anni e mezzo. Nell’estate 2014 - dopo essere stata riaperta per alcuni mesi a seguito di un’opera di disinfestazione dai piccioni che vi volavano indisturbati e dal guano che producevano - venne di nuovo chiusa per realizzare, fu detto, definitivi lavori di ripristino delle vetrate delle finestre sulla sommità, da dove i piccioni continuavano a passare. Quel lavoro è stato poi finito, ma la chiesta non è stata più riaperta. Anche se spesso e volentieri vi si vedono davanti turisti con le guide che verificano la possibilità di visitarla: al suo interno infatti sono custodite tele del Guercino e di altri autori seicenteschi.
Una parte della navata sinistra, inoltre, è ancora sostenuta da un’impalcatura per tamponare gli effetti giunti fin qui del terremoto che sconvolse l’Emilia nel 2009.
La diocesi confida di poter riaprire la chiesa di Santa Maria Bianca, ma quando, almeno ad oggi, non è dato saperlo. «La riapriremo quando sarà possibile, quando avremo qualcuno che avrà il tempo per guardarla - sono le uniche parole che monsignor Giannotti usa per rispondere a precisa domanda sul futuro della chiesa di Santa Maria Bianca.
Intanto però l’usura del tempo e degli agenti atmosferici non esercitano un’influenza positiva sul complesso. Il legno dei portoni laterali si va via via degradando, così come - lo testimoniano i fatti - i cornicioni.
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