Proteste
Le terme sprofondano
Il laghetto di Prà di Lama ha invaso la strada per Sillico
PIEVE FOSCIANA. Il sogno di Pieve Fosciana di trasformare una fonte termale in un complesso turistico in grado di dare lavoro e portare turisti nel paese della Garfagnana sta definitivamente naufragando. Nel senso letterale del termine.
L’acqua del laghetto di Prà di Lama formatosi proprio da quella fonte che avrebbe dovuto essere la ricchezza del paese, infatti, si sta allargando a vista d’occhio e ieri ha completamente invaso la strada di collegamento con Sillico. Via già chiusa alle auto dal Comune per delle fratture provocate dallo sprofondare del terreno argilloso e adesso impraticabile anche dai pedoni.
E pensare che su quel terreno, ciclicamente soggetto a spostamenti e sprofondamenti, nel 1983 l’allora sindaco Antonio Tognarelli aveva dato il via alla costruzione delle terme. Un edificio mai concluso nei suoi 18 anni di mandato e poi abbandonato dalle amministrazioni successive. Ciò che è rimasto è un debito di 6 miliardi di lire che ogni cittadino di Pieve Fosciana dovrà pagare con un mutuo fino al 2034. Spreco di denaro sul quale, dopo la nostra inchiesta, ha messo gli occhi la Procura di Lucca con un fascicolo aperto un mese fa.
A preoccupare, e non poco, in questo momento anche alcuni cittadini di Pieve Fosciana è, però, non lo spreco di denaro ma la condizione del terreno e del laghetto. A denunciare l’innalzamento del livello dello specchio d’acqua è stato di recente Simone Simonini, esponente locale della Lega Nord. Simonini parlò anche di uno scolo intasato che non permetteva all’acqua di defluire. Gli rispose per le rime il sindaco Francesco Angelini che spiegò come il fenomeno fosse assolutamente normale e ciclico in un terreno argilloso e sul quale, infatti, non si sarebbe mai dovuto costruire.
Nel frattempo, però, lo stesso Angelini ha commissionato una serie di studi per il monitoraggio del dissesto idrogeologico in località Prà di Lama. L’incarico professionale è stato approvato lo scorso 26 ottobre con una determinazione del responsabile del settore lavori pubblici e protezione civile Vincenzo Suffredini. Affidato, poi, allo studio geologico Geolink di Lucca.
Al netto delle rassicurazioni più volte fornite dal sindaco Angelini, nella convenzione tra Comune e Geolink (nel dettaglio con la geologa Roberta Giorgi) si parla chiaramente di «dissesto idrogeologico che ha comportato evidenti fratturazioni nel terreno, con monitoraggio necessario per l’evolversi dell’evento a tutela della pubblica e privata incolumità». Gli studi riguarderanno l’esecuzione di un rilievo topografico della zona oggetto di fessurazioni e l’individuazione di 30 punti fissi e inamovibili sui quali avverranno i cicli di controllo. Il compenso per la prestazione professionale sarà di 2.598 euro e durerà almeno sei mesi con possibilità di estendere lo studio ad un anno. Insomma, il Comune di Pieve Fosciana questa volta vuole vederci chiaro e capire cosa provochi davvero questo fenomeno sul terreno.
Noi siamo tornati alle terme del Comune garfagnino un mese dopo la nostra inchiesta per verificare le condizioni dell’edificio abbandonato, della strada e del laghetto.
L’elemento più evidente è sicuramente l’avanzamento e l’invasione dell’acqua del laghetto di Prà di Lama verso la strada. Il 4 novembre la strada per Sillico era occupata per metà, dopo la pioggia di ieri 5 novembre praticamente inaccessibile anche per i pedoni. Un allargamento, come detto, nuovamente denunciato anche dal rappresentante della Lega Nord Simone Simonini che ha raccolto la preoccupazione dei residenti della zona. Le prime case abitate, infatti, distano non più di 200 metri in linea d’aria dal laghetto.
Il Comune, però, dopo la nostra inchiesta è intervenuto. Prima di tutto piazzando dei cartelli di divieto di accesso per i non addetti a lavori. Anche se di lavori, a tutti gli effetti, sulla struttura termale non ce ne sono. E chiudendo le recinzione, un mese fa completamente aperte, con catene e lucchetti nuovi di zecca. Una promessa di mettere in sicurezza la zona mantenuta dal sindaco Angelini.
Le condizioni di degrado della zona, però, permangono. La “risalita” dell’acqua del lago di Prà di Lama, infatti, ha portato alla luce molti rifiuti, principalmente bottiglie di plastica. E alla fonte termale, che un mese fa sgorgava in una pozza con una sedia di plastica e una vasca da bagno ingiallita, le cose non sono cambiate di molto. La sedia è sempre al suo posto, la vasca è stata spostata di qualche metro nel bel mezzo della vegetazione. A pochi passi, poi, un cestino pieno di rifiuti di chi, forse, nella zona si era goduto con un picnic all’aria aperta durante il lungo ponte festivo del 1 novembre. Lattine, cartacce e immondizia varia a pochi passi dallo sgorgare dell’acqua. Poi, ieri, l’inizio della pioggia battente e il lago che si è gonfiato portando nel suo letto tutto questo sporco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
