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Pedaggio in aumento sulla Lucca-Viareggio

Vincenzo Brunelli
Pedaggio in aumento sulla Lucca-Viareggio

 Entro 30 giorni il ministero valuterà i rincari previsti da Salt

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LUCCA. Il rischio di aumento tariffe per la tratta autostradale Viareggio-Lucca diventa sempre più concreto. Molto probabilmente in un paio di mesi il ticket per percorrere l'autostrada A11 subirà i rincari previsti dal nuovo Piano economico della Salt che ne è il gestore unico. Oltre all'aumento dell'1,5% che già era previsto nel protocollo d'intesa col ministero, in sede di affidamento, per compensare l'inflazione. Gli automobilisti dovranno quindi adeguarsi e buttare giù l'ennesimo boccone amaro nel caso di approvazione del Pef (Piano economico finanziario) da parte del ministero.

Nella sentenza del Tar del Lazio n° 10815/2016, pubblicata ieri, i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso della Salt contro il silenzio serbato del ministero guidato da Graziano Delrio che evidentemente ha preso tempo prima di decidere. Tempo che ora è scaduto perché il Tar ha condannato il dicastero dei Trasporti a rispondere entro 30 giorni alla società "Autostrada ligure toscana spa" (Salt), proprio sul nuovo piano economico finanziario della società che prevede anche l'adeguamento tariffario.

La sentenza. Ecco quanto disposto dai guidici: «Il protocollo d'intesa stipulato tra la ricorrente e il ministero delle Infrastrutture il 30 dicembre 2014 ha stabilito le modalità e la tempistica per la procedura di aggiornamento del Pef, individuando nel 30 giugno 2015 il termine ultimo per la sua conclusione. Sebbene l'inoltro da parte della ricorrente della proposta di aggiornamento del piano sia intervenuto solo l'8 giugno 2015, ciò non esime le amministrazioni intimate dall'obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, che si pronunci positivamente o negativamente sulla proposta di adeguamento ed aggiornamento del Pef. Deve, pertanto, essere accolto il ricorso, nella misura in cui mira a ottenere la conclusione del procedimento avviato attraverso l'adozione di una pronuncia espressa; infatti, fermo restando che il contenuto dell'atto richiesto rimane discrezionale e insuscettibile di essere vincolato da istanze di parte, la mancata adozione di un provvedimento conclusivo e l'omesso riscontro all'istanza presentata dal privato sono circostanze idonee a concretizzare una ipotesi di silenzio inadempimento, come tale tutelabile attraverso il rimedio dell'azione di cui agli articoli 31 e 117 c.pa. Va conseguentemente dichiarato l'obbligo del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti di pronunciarsi, positivamente o negativamente, in ordine alla richiesta presentata dalla società ricorrente, assegnando, a tal fine, il termine di trenta giorni dalla comunicazione in via amministrativa ovvero dalla notificazione a cura di parte della presente sentenza. (...) Si ritiene di poter, al momento, soprassedere nella designazione del commissario ad acta, la cui nomina potrà essere eventualmente richiesta dalla società ricorrente, ove il termine assegnato all'amministrazione dovesse decorrere inutilmente».

Un mese per decidere. Entro 30 giorni si conoscerà, dunque, la risposta del ministero e nel caso di esito positivo, come da indicazione del Cipe, scatteranno gli aumenti previsti dal nuovo Piano economico societario.

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