Il dolore
La febbre alta degli affitti in centro
Da anni nella zona più pregiata arrivano a 40 euro al metro quadro al mese: dal 2013 sono saliti del 20%
LUCCA. Eccoli lì, i numeri. Freddi quanto si vuole ma in realtà perfetti e spietati indicatori di una febbre che non accenna a diminuire: quella dei costi degli affitti nel centro storico, vera causa (insieme alla crisi) dell’epidemia di saracinesche abbassate e di fondi vuoti che no riescono a trovare nuovi inquilini.
Secondo i dati dell’Osservatorio dell’Agenzia delle entrate, i prezzi massimi degli affitti nelle zone più pregiate del centro storico arrivano a superare quota 40 euro al metro quadro al mese. E questo avviene dal 2014, l’anno nel quale si registrò un incremento forte, nell’ordine del 20%, da 34 a 41 euro. Per quanto riguarda il minimo, invece, si è avuto un leggero calo, concentrato soprattutto fra 2015 e 2016 con i prezzi passati da 23 a 20,3 euro.
Il mercato degli affitti, dunque, si è polarizzato: un effetto dello sbarco massiccio delle grosse catene (spesso non di qualità), pronti a sborsare cifre stellari per garantirsi un affaccio sulle vie dello struscio.
Facendo un po’ di conti e prendendo come riferimento “mediano” un valore di 35 euro, significa che per un fondo commerciale di 100 metri quadri si pagheranno 3.500 euro di affitto al mese: in fondo all’anno la cifra ammonterà a 42.000 euro, che non sono briciole.
D’altra parte, il centro interessa. Contrariamente a quanto avviene per la residenza, in costante diminuzione, i fondi commerciali sono appetibili.
E proprio l’impossibilità per la maggior parte delle tasche di arrivare a firmare un contratto di locazione per quelli nella zona più centrale può essere alla base di un fenomento che, nell’ultimo anno, sembra aver interessato gli spazi della zona meno pregiata (ma comunque sempre all’interno delle Mura): dopo anni di stabilità, infatti, hanno cominciato a salire i prezzi di riferimento degli affitti di questi fondi, seppure lievemente e seppur rimanendo su cifre significativamente più basse rispetto alla zona di “serie A”.
Tutto questo è accaduto mentre calavano nettamente i valori dei prezzi al metro quadro per le compravendite: nelle zone più pregiate si è passato, in tre anni da una forbice di 6.300-10.000 euro al metro quadro a 4.900-9.000; in quelle più periferiche da 3.500-6.000 a 3.200-4.700.
Non si compra (quasi) più, dunque e si affitta a prezzi che non sembrano voler scendere. La combinazione di questi due fenomeni porta alla dinamica che siamo abituati a vedere in questi anni. Da una parte, una girandola di aperture e chiusure, senza una stabilità del tessuto commerciale del centro. Dall’altra, la quasi totale impossibilità per un commercio di qualità di trovare il proprio approdo in quello che sarebbe il suo luogo naturale.
Dinamiche alle quali non sono estranei i lucchesi, a partire da quelli (non moltissimi) che detengono una fetta importante del patrimonio immobiliare della città. E che in alcuni casi sono passati dallo stare dietro il bancone a fare gli amministratori dei propri affitti.
Luca Cinotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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