Il Tirreno

Lucca

«Cinema e letteratura la nuova frontiera»

di Gianni Parrini
«Cinema e letteratura la nuova frontiera»

La strategia di Vietina: portare a Lucca le grandi star

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LUCCA. Internazionalizzazione, crossmedialità, sogno autoriale. E soprattutto cinema e letteratura come nuovi quartieri di una città immaginaria al cui centro resta sempre la chiesa-fumetto. Sono questi i concetti che più ricorrono nella chiacchierata con Emanuela Vietina, prossimo direttore unico di Lucca Comics & Games, dopo l’annunciato passo indietro di Renato Genovese. Quarantuno anni, una laurea in lettere moderne e un eloquio brillante, il golden boy – o meglio, lo yellow kid – made in Lucca vanta rapporti internazionali di alto livello e una conoscenza della manifestazione come pochi altri. «Provengo dalla generazione dei volontari dei Comics e ancor prima frequentavo la mostra da appassionato – racconta Vietina – Da piccolo mia madre mi portò a visitare gli stand nel grande pallone montato in piazza Napoleone. Ma il ricordo più vivido è del ’90 quando al palazzetto arrivarono Monkey Punch, Arthur King. Quell’edizione segnò lo sbarco del manga in Italia, con titoli come “Ken il guerriero”».

Il bambino è diventato adulto e ora che Genovese si fa da parte sulle sue spalle ricade una bella responsabilità.

«Sono felice ma si tratta di una “trasmissione” di competenze e responsabilità iniziata gradaulmente a partire dal ’93, quando cominciai a collaborare. Tutto questo per dire che è una scelta all’insegna della continuità. E poi ai Comics non ci sono uomini soli al comando: sono al timone di un’ammiraglia e il mio compito è consentire al gruppo di sognare in grande. Ecco, questo credo sia uno dei più grandi insegnamenti di Genovese».

Qual è l’impronta che vuol dare al suo mandato?

«Il mio primo obiettivo in questi anni è stato quello di mettere al centro l’idea di crossmedialità, allargando la manifestazione ad altre forme di narrazione, cultura e intrattenimento. Parlo di gioco, videogioco, cinema. Ma la chiave del successo dei Comics sta nel dialogo tra la dimensione culturale dell’evento e quella monumentale e storica della città. Un cortocircuito che ha moltiplicato la visibilità della manifestazione creando un’esperienza unica per il visitatore. Adesso tutte le grandi aziende della cultura e dell’intrattenimento puntano a offrire esperienze: noi siamo stati i primi a farlo utilizzando l’arte come volano per l’attivazione di uno spettatore che vuole diventare attore. Siamo in piena rivoluzione digitale e in mezzo a questa tempesta gli autori si vogliono riappropriare della loro autonomia mentre il pubblico vuole rompere le distanze dagli autori. Ecco che le manifestazioni diventano la risposta a questa richiesta dando vita a uno show che è unico al mondo. In Europa i Comics sono la punta più avanzata di evento crossmediale».

E il futuro?

«Puntiamo su un’ulteriore internazionalizzazione della manifestazione. Ai Comics si ritrovano i top manager di aziende che sono colossi mondiali. Lo dimostra l’incontro del sindaco Tambellini con il presidente della Bandai Namco e 110 manager della società. Dobbiamo dare conoscibilità della manifestazione a un pubblico internazionale, perché i contenuti lo sono».

Come si fa?

«Spostando la strategia comunicativa e con attività di portata internazionale come è stata ad esempio la “cattedrale del videogioco” in San Romano. Ha richiamato i migliori videogiocatori professionisti d’Europa. E poi servono i grandi ospiti e su questo fronte il cinema sarà il nostro prossimo orizzonte».

Si spieghi meglio.

«La sezione Movie compie 10 anni nel 2020. Nell’arco del triennio lavoreremo fortemente sulla crescita dei contenuti cinema e porteremo a Lucca le grandi star di questo mondo. Ovviamente non parliamo di cinema generalista, ma di quello legato ai supereroi, al fantasy e alla fantascienza. Il fumetto resta la chiesa del villaggio è anche una factory di idee per le nuove saghe del cinema che è l’espansione naturale di questo mondo. Anche la narrativa è uno dei territori in cui possiamo crescere. Basti pensare che la domenica di Mondadori al teatro del Giglio con Terry Brooks, Licia Troisi e J-Ax è stata epocale con oltre 2.000 appassionati. Infine c’è il settore Kids da sviluppare».

Veniamo al capitolo location: utilizzerete altre piazze del centro storico?

«Parlarne ora è prematuro. La geografia della manifestazione prende corpo tra il primo e il secondo semestre dell’anno. Bisogna prima conoscere il prodotto, interloquire con l’azienda e condividere il costo. Tutto dipende dal contenuto e dal tipo di esperienza che vogliamo creare per il visitatore».

Il segreto del successo?

«Questo è un mondo che ha la necessità di interpretare in anticipo le nuove tendenze. Per questo è fondamentale credere nelle giovani creatività e professionalità che abbiamo creato a Lucca. Era il folle segreto di Genovese, che 15 anni fa ha puntato su un gruppo di ventenni come me».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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