Proteste
Bagni, ok alla centralina della discordia
La Green Factory di Genova ottiene il via libera dalla Regione: preleverà 12 metri cubi al secondo da ottobre a luglio
BAGNI DI LUCCA. La notizia, temuta da molti, alla fine è arrivata. La Regione ha dato il via libera al progetto dell’azienda genovese Green Factory per la realizzazione di una centrale idroelettrica a Fabbriche di Casabasciana, lungo il corso della Lima. Un progetto che, nel corso dei mesi e degli anni scorsi, è stato contrastato con forza da politici, amministratori, associazioni e semplici cittadini.
Ma che ora potrebbe nel firo di poco tempo trasferirsi dai disegni di ingegneri e architetti al greto del fiume che attraversa Bagni di Lucca.
Lo scorso 20 ottobre, infatti, Stefano Arecco, amministratore delegato della Green Factory, ha firmato il disciplinare che contiene gli obblighi e le condizioni della concessione con la Regione Toscana. In contemporanea, l’imprenditore ha anche pagato i canoni previsti dalla legge per le centraline idroelettriche: quello per l’utilizzo delle acque (2.445 euro più cauzione di 9.781 euro) e quello demaniale (2.639,60 euro oltre a una cauzione di 13.185 euro).
Così il 24 ottobre scorso gli uffici dell’ente fiorentino hanno ufficialmente dato il via all’impianto, che sarà nella zona di Cevoli. Secondo i dati riportanti nella determina dirigenziale, la centralina idroelettrica potrà essere in funziona soltanto dal 1° ottobre al 31 luglio, lasciando così il fiume a pieno regime nei mesi di agosto e settembre.
La portata della derivazione sarà di 12 metri cubo al secondo: è quindi confermata la diminuzione rispetto al primo progetto che era stato presentato dall’aziende, che prevedeva un prelievo di 16 metri cubo al secondo.
Il documento della Regione mette anche nero su bianchi i limiti di prelievo giornaliero (1.036 metri cubi) e annuale (poco meno di 189 milioni di metri cubi).
Freddi numeri, mentre sicuramente sarà destinato a scaldarsi il clima intorno al nuovo impianto.
Proprio la costruzione di quest’opera, infatti, ha toccato nel vivo la comunità di Bagni, soprattutto per le paure dell’impatto ambientale e sul turismo che da qualche anno si è sviluppato con forza proprio intorno al fiume. In passato la Green Factory ha provato, sia tramite interviste sui giornali che incontri pubblici, a rassicurare sulle opere di mitigazione e sulle scarse conseguenze della sua infrastruttura, ma si è trattato di parole che in sostanza sono cadute nel vuoto.
Attivissimo è stato (e probabilmento lo sarà ancora) il comitato “Salviamo la Lima”, che ha dato il via a una raccolta di firme contro il progetto e ha continuamente punzecchiato l’amministrazione comunale.
Già, perché proprio questo è stato uno dei fronti aperti nei mesi scorsi. Le opposizioni hanno più volte rimproverato al sindaco Massimo Betti e alla sua maggioranza di non aver preso posizioni nette contro la centralina. A marzo scorso, però, proprio il consiglio comunale aveva votato una mozione anti impianto, con il gruppo Voltiamo pagina che era uscito dall’aula. Betti, da parte sua, aveva spiegato rispondendo agli attacchi che i pareri favorevoli forniti dagli uffici erano meramente tecnici e che anzi in uno di essi si citava espressamente il fatto che vi fossero già troppe centraline sul corso del fiume.
Nelle ultime settimane la sensazione, anzi la paura, dei contrari era che si andasse verso una decisione puramente tecnica, senza più confronti politici. Così, alla fine, è stato. E ora la “patata bollente” è arrivata sul piatto, proprio a pochi mesi dalle elezioni comunali.
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