La manifestazione
Alla Snai si torna a scioperare
L'annuncio dopo l'assemblea di Porcari: la società accusata di andare avanti col suo piano di riorganizzazione ignorando la trattiva con i rappresentanti dei lavoratori
PORCARI. Il dado è tratto e, come era facilmente prevedibile visto il clima che si era instaurato, i dipendenti della Snai torneranno a scioperare. L’annuncio è arrivato nella tarda mattinata di venerdì 4 novembre, al termine dell’assemblea dei lavoratori e dei sindacati che si è svolta a Porcari. Intanto già nella stessa giornata di venerdì 4 novembre, scatta nelle ultime 4 ore del turno il primo sciopero.
«L'assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Snai Spa di Porcari – si legge sulla nota – da mandato alla Rsu di proclamare un pacchetto di 24 ore di sciopero da attuare entro il 21 novembre. L'atteggiamento arrogante della direzione aziendale non può più essere accettato. Non si può tollerare che quanto detto durante gli incontri venga smentito con i fatti il giorno dopo. Fin dall'inizio l'azienda ha cercato di scavalcare il confronto e il rapporto con la Rsu e le organizzazioni sindacali; ha pensato di poter instaurare rapporti diretti con le singole lavoratrici e i singoli lavoratori; ha cercato di usare, a seconda dei casi, le lusinghe e le rassicurazioni oppure le minacce».
E l’elenco delle accuse all’azienda continua: «Aveva dichiarato e ribadito la centralità della sede di Porcari e, invece, abbiamo appreso che il consiglio di amministrazione ha deciso di spostare la sede legale a Milano. Aveva garantito che non ci sarebbero state azioni unilaterali in attesa di provare a trovare una soluzione condivisa e invece, pezzo per pezzo, sta distruggendo l'attuale organizzazione del lavoro. Con una serie di disposizioni e ordini di servizio ha praticamente demansionato una quantità importante di dipendenti preparandosi a trasformarli in esuberi veri e propri, prima ancora che si sia data la possibilità di intervenire all'interno di una qualsiasi ipotesi di procedura normativa (che non è ancora stata aperta ). Snai non si illuda: non accetteremo di sottometterci alle sue volontà. La situazione di crisi che stiamo vivendo può e deve essere risolta con il contributo di tutti ma non accetteremo licenziamenti. Ci sono strumenti legislativi che possono essere usati per evitare gli esuberi e che noi pretendiamo».
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