Il Tirreno

Lucca

Mamma muore in un incidente, gli amici: "La vita di Silvia come un bel quadro tra famiglia e lavoro"

di Gianni Parrini
Silvia Del Mugnaio in una foto da Facebook
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Silvia Del Mugnaio in una foto da Facebook

Lucca: contabile, amante della pittura e con il pallino della politica. Lascia il marito e un figlio di 7 anni. I funerali si terranno sabato alle 15 a Sesto di Moriano 

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LUCCA. «Se fossimo più consapevoli che si può perdere tutto in un secondo, ci sarebbe molta meno cattiveria intorno a noi». Lo si legge in post pubblicato due giorni fa su Facebook da Silvia Del Mugnaio, la 43enne morta nell’incidente sulla variante del Brennero. A sentirle oggi quelle parole fanno effetto. Ma Silvia aveva la consapevolezza di cui parla. La sua vita era composta come un quadro in cui tutti gli elementi stanno in perfetto equilibrio: la famiglia, il lavoro, le passioni. Un affresco d’amore sporcato solo dal terribile incidente di ieri, che lascia orfano di madre un bambino di 7 anni a cui nessuno, fino a tarda sera, ha trovato la forza di raccontare una verità per cui non esistono parole adatte. Finito l’allenamento con la squadra di calcio dell’Acquacalda, il piccolo è stato preso in consegna dalle famiglie dei compagni di squadra, desiderose di tenerlo al riparo da una tragedia senza senso.

Silvia era una persona solare e mai come in questo caso non si tratta di frasi di circostanza. Diplomata in ragioneria e laureata in Economia, aveva saputo costruirsi una vita appagante e piena di soddisfazioni: il lavoro come contabile factotum alla Lucca Inerti, la famiglia messa su con il marito Antonio Sesso e il figlio, la passione civile per la politica e quella per la pittura, che coltivava con profitto nei ritagli di tempo. Nel complesso di Sesto di Moriano, dove Silvia viveva in un appartamento attiguo a quello dei genitori Renzo e Lelia, le pareti sono ricoperte dai suoi quadri: paesaggi, nature morte, fiori. Su tutti spicca una rappresentazione del ponte di Sant’Ansano: «È tanto bella che sembra una foto», le dicevano gli amici.

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«A me aveva fatto un ritratto – racconta Enzo Giuntoli, consigliere provinciale – Scherzavamo sul fatto che ero dimagrito e lì sembravo troppo in carne. Era una ragazza a cui piaceva sorridere e scherzare. È una vera tragedia per tutti». Il lato artistico si accompagna a quello civile: figlia di Renzo, ispettore dell’Inail ora in pensione con trascorsi come assessore Udc all’epoca dell’amministrazione Fazzi, Silvia aveva ereditato dal padre il pallino della politica. Una passione che l’ha spinta a iscriversi al Pd all’epoca delle primarie di Matteo Renzi. «Ci frequentavano da ragazze – racconta Cecilia Carmassi, esponente di spicco della politica lucchese – E poi ci siamo ritrovate adulte alle riunioni di partito: io bersaniana, lei renziana. “Te che ci fai qui?”, le dicevo per prenderla in giro e lei mi rispondeva con la sua proverbiale ironia. Era una donna appassionata e competente, ma capace di stemperare le tensioni e di non mischiare le vicende politiche con quelle umane. Potevamo avere discussioni accese e dure ma cinque minuti dopo eravamo lì a ridere insieme».

Occhi vispi e una risata contagiosa, Silvia aveva sempre una frase ironica da regalare ai suoi interlocutori: «Ci trovavamo alle riunioni – racconta Valentina Mercanti, consigliera comunale – Mi ricorderò sempre la sua energia. Scherzava anche sul cognome del marito (Sesso) e ci lasciava sempre col sorriso. Ultimamente partecipava meno agli incontri ma quando capitava era bello vederla».

Silvia aveva conosciuto il marito Antonio, geometra dell’impresa edile Giannini, anni fa, quanto entrambi erano giovani: frequentavano la stessa compagnia di amici e spesso si ritrovavano all’Astra, in piazza del Giglio. Si innamorarono così, tra un sorriso e un’occhiata, nel modo più bello e genuino. Si sono sposati e da quell’unione è nato il loro bambino. Silvia si è presa cura di lui come una madre modello, divisa tra mille impegni ma sempre presente. Lo accompagnava agli allenamenti della squadra di calcio, andava a vedere le partite e si interessava a lui come una amica. Poi una volta a casa si metteva ai fornelli e preparava torte e dolci: un’ulteriore dote che gli amici le riconoscono. Lascia un vuoto grande in chi l’ha conosciuta e soprattutto nel cuore dei suoi familiari.

I funerali della donna si terranno sabato 5 novembre, alle ore 15, nella chiesa di Sesto di Moriano. 

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