Finanza
Madre uccisa da un tir
Camionista perde il controllo e il rimorchio trancia l’auto della donna
LUCCA. Un autoarticolato sbanda all’improvviso sotto la pioggia battente. Il conducente perde il controllo e il semirimorchio si apre a ventaglio e invade la corsia opposta. In quell’istante sopraggiunge l’auto di una giovane mamma che sta rientrando dal lavoro. Cinquecento metri più avanti c’è la sua casa e di lì a poco riabbraccerà il suo bambino di ritorno da scuola. Ma un destino crudele le impedisce quel gesto rituale e meraviglioso. E in un attimo le toglie tutto: la vita e gli affetti più cari. La variante del Brennero poco dopo il ponte Carlo Alberto Dalla Chiesa diventa ancora una volta teatro di morte. Non lascia scampo a Silvia Del Mugnaio, 43 anni, residente in via Aquilea a Sesto di Moriano, impiegata della ditta Lucca Inerti srl a S. Pietro a Vico, esponente del Pd e figlia di Renzo Del Mugnaio, dipendente Inail in pensione, colonna dell’Udc locale ed ex assessore della prima giunta targata Pietro Fazzi. C’è lei alla guida della Ford C-Max grigiometallizzata, tranciata di netto dallo spigolo del semirimorchio di un tir Renault della ditta Curcio trasporti di Salerno condotta da un camionista rumeno di 45 anni, residente a Padova.
La dinamica. A ricostruire la dinamica del tragico schianto avvenuto alle 12,30 è la polstrada di Bagni di Lucca che ascolta l’autotrasportore. Il suo mezzo viene giù da Borgo a Mozzano e si dirige verso la rotonda dell’Esselunga di Marlia. Vero, il conducente del tir rispetta il limite di velocità previsto in quel tratto in fondo alle gallerie. Ma in condizioni atmosferiche normali. E non in caso di pioggia battente e asfalto reso viscido dall’acqua caduta durante la mattinata. Per questo motivo la procura apre un’inchiesta. Il camionista rumeno verrà iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo e i due mezzi - l’auto e il camion - sono posti sotto sequestro. Nel racconto dell’autista, che non sembra aver accusato un malore alla guida, emerge con chiarezza che nell’affrontare la semicurva nelle vicinanze della birreria Bruton, la cabina del tir Renault s’intraversa e il semirimorchio compie una rotazione in senso orario invadendo l’intera carreggiata. Proprio in quel momento da S. Pietro a Vico e diretta verso Sesto sopraggiunge la monovolume dell’impiegata. La donna sterza sino a spingersi verso il limite destro della sede stradale. Ma è tutto inutile perchè lo spigolo del traino s’infila nell’abitacolo e lo apre come una scatola di sardine. Per Silvia non c’è nulla da fare nonostante l’immediatezza dei soccorsi. Muore all’istante sotto gli occhi dei volontari dell’ambulanza e dei pompieri.
I familiari. I primi ad accorrere sono papà Renzo e mamma Lelia Riccomini, anche lei ex dipendente Inail. Attendono la figlia per pranzare e invece il suono assordante delle sirene delle ambulanze riecheggia come un triste presagio. E si precipitano a piedi scoprendo che la vittima è proprio la figlia. Da quel luogo transita anche la cugina, titolare di un negozio di fiori. Il corpo senza vita della giovane mamma - che oltre al figlio piccolo lascia anche il marito Antonio Sesso, geometra nell’impresa edile Giannini - viene trasportato all’obitorio in attesa dell’ispezione cadaverica affidata a un medico legale dell’Asl.
Strada chiusa. Per oltre tre ore la polstrada, con l’ausilio dei carabinieri di Ponte a Moriano e dell’Anas, chiude la variante per consentire l'intervento dei mezzi di soccorso e completare i rilievi del caso. Il traffico resta paralizzato congestionando la viabilità nel centro di Ponte a Moriano sino al tardo pomeriggio.
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