Il Tirreno

Lucca

Lavori al cimitero della vergogna

di Flavia Barsotti
Lavori al cimitero della vergogna

Il camposanto di Sant’Anna ancora in pessime condizioni. Si aspetta l’ok al progetto per le arcate a nord ovest

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LUCCA. I lavori per il restauro delle arcate del camposanto di Sant'Anna proseguiranno dopo l'approvazione, da parte della giunta comunale, del progetto definitivo per il finanziamento del lotto di interventi nella zona nord-ovest, ma da tempo le condizioni in cui versa il cimitero monumentale della città sono sotto gli occhi di tutti. Siamo andati a fare un giro per vedere come si presenta, ad oggi, il cimitero urbano, anche per capire meglio la portata degli interventi che, di mese in mese, si rendono sempre più necessari, non solo per ragioni estetiche, ma anche e soprattutto funzionali.

Il nostro sopralluogo inizia entrando dall'ingresso principale, in un giorno, il 2 novembre, in cui il camposanto risulta piuttosto frequentato in occasione della ricorrenza che commemora i defunti. Varcato il cancello, svoltiamo a destra dove subito ci imbattiamo in un reticolato di plastica arancione che delimita un passaggio interrato e un interruttore con i cavi collegati. Seguiamo il percorso laterale, quello segnalato dal pavimento in cotto, senza, per il momento, accedere alla zona centrale con il ghiaino e ci dirigiamo verso la parte più nuova del cimitero. Prima di arrivare a salire la rampa che conduce nell'altra sezione, però, immediatamente incontriamo, a isolare uno spazio lungo e stretto, una grata metallica che ostruisce il transito lungo il percorso tracciato dalle mattonelle in cotto. Dalla parte opposta, ancora una volta, scorgiamo la recinzione in plastica arancione, collocata sul posto per segnalare il tratto interdetto, al termine del quale si erge un ponteggio. Approfittando della rampa alla nostra destra, raggiungiamo lo spazio coperto interessato dalle arcate che, a partire da qui, risulta inaccessibile. Il telo verde, posizionato a copertura dell'area, impedisce una visuale corretta, ma è impossibile non notare che il tetto è puntellato dalle alte strutture metalliche per evitarne il cedimento.

È qui che, appesa alla rete, penzola ancora la fotocopia dell'ordinanza (datata 7 febbraio 2013) emessa dopo il sopralluogo del 29 gennaio 2013 che evidenzia le lesioni macroscopiche nella volta in mezzane a copertura dell'Oratorio San Giuseppe, per cui si rende necessaria l'interdizione. Proseguendo, incontriamo il retro di un edificio delimitato da nastro bianco e rosso che isola un'area per il rischio del crollo di mattoni, alcuni dei quali visibili a terra. Arrivati sul fondo, svoltiamo a sinistra per ritrovarci di fianco al monumento ai caduti per la patria: di nuovo una consistente porzione dell'arcata appare bloccata. Raggiungiamo così l'oratorio San Donato dove il cartello segnala l'impossibilità di oltrepassarlo. Qui l'ordinanza del 16 novembre 2012 stabilisce l'interdizione di una serie di arcate e una seconda ordinanza datata 23 agosto 2013 vieta l'accesso ad ulteriori zone. Passiamo così di fronte all'oratorio San Paolino, anch'esso interessato dai cantieri come tutto il camminamento coperto, per ritrovarci nuovamente all'ingresso principale.

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