Il Tirreno

Lucca

Siti dismessi da recuperare le strategie del Comune

di Nicola Nucci
Siti dismessi da recuperare le strategie del Comune

Il regolamento urbanistico punta a recuperare l’esistente senza usare suolo A Porcari i casi dell’ex piscina Masata, della fornace Pellegrini e dell’ex Corallo

2 MINUTI DI LETTURA





PORCARI. Siti produttivi e industriali ormai dismessi, che potrebbero trasformarsi in abitazioni, uffici o alberghi. La crisi su questo fronte non risparmia neppure uno dei territori più ricchi e vitali del territorio. Da tempo si attende il recupero di alcune aree che hanno segnato storia del paese. Anche se negli ultimi tempi a Porcari sono andate a buon fine ben tre riconversioni industriali. La più recente quella della Eurosak, la cui area sarà bonificata (dopo essere stata rilevata da Eurocarta) senza consumare un centimetro di suolo in più. E prima ancora l'ex Salpit nella zona dell'autostrada dove è sbarcata l'Agricola Gloria e la Rotork traslocata a Rughi.

Anche il regolamento urbanistico va in questa direzione: «Favorisce il recupero di alcuni siti privati, tutti schedati – spiega l'assessore all'urbanistica Leonardo Fornaciari – chi fosse deciso a intervenire rispettando la scheda urbanistica andrà subito in concessione edilizia diretta, quindi un via libera più agevole al permesso di costruire. Allo studio inoltre ci sono altre soluzioni, anche innovative».

Il vice sindaco anticipa la nuova strada per il recupero di siti da tempo fermi: «L'idea, in questo momento di crisi edilizia, è quella dei recuperi per unità di intervento, un po' alla volta, favorendo i soggetti disponibili a investire per evitare che immobili in fatiscenza diventino ruderi». Tra i siti privati elencati dall'assessore c'è l’ex piscina Masada. L'ultimo progetto residenziale, risalente a qualche anno fa, è abortito in Regione dopo lo stop al progetto di realizzazione di una quindicina di villette in una zona di pregio ambientale e paesaggistico. «Abbiamo sollecitato i proprietari a tenere pulita l'area», dice il vice sindaco.

Poi il vastissimo complesso industriale della ex Fornace Pellegrini a Martellacci, la notizia della cui messa in vendita ha riaperto la discussione sul recupero della zona. «Un'area con destinazione abitativa e commerciale, poi l'ex oleificio Toschi in prossimità della stazione (si è vociferato dell'ipotesi di un albergo e di strutture ricettive ndr) e, ancora, le ex officine Giannini in via Pacconi e l'ex albergo Corallo.

«Il futuro dell'edilizia è obbligatoriamente nei recuperi – chiude Formaciari – il paese ormai si è sviluppato raggiungendo un buon equilibrio urbanistico, ma c'è spazio per nuove opportunità senza consumare suolo e ridando decoro urbano alle aree più degradate e fatiscenti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa