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Maturità da ripetere al Machiavelli

Maturità da ripetere al Machiavelli

Il Tar dispone un nuovo esame per uno studente bocciato a luglio: in commissione c’era un professore incompatibile

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LUCCA. Per un (ex?) studente del liceo classico Machiavelli ci sarà un “secondo tempo” dell’esame di maturità. Lo hanno deciso i giudici del Tar di Firenze, che hanno accolto la richiesta di sospensiva del giudizio di non superamento dell’esame di Stato della scorsa estate.

Il ragazzo, dunque, era stato bocciato. Così era apparso sui “tabelloni” il nove luglio. Ma contro questa decisione della commissione insediata nel liceo di via degli Asili era stato presentato ricorso. Il punto focale era la presunta causa di incompatibilità di uno dei componenti esterni del collegio, che gli aveva impartito, in passato, alcune lezioni private.

Un caso espressamente previsto dal testo unico dell’istruzione del 1994, dove si stabilisce che “nessun alunno può essere giudicato dal docente dal quale abbia ricevuto lezioni private; sono nulli gli scrutini o le prove di esame svoltisi in contravvenzione a tale divieto”. In particolare, il ricorso chiedeva l’annullamento della valutazione della prima prova scritta (valutata 9/15) e della prova orale (valutata 16/30). Chiedendo, in sostanza, la ripetizione di almeno questa parte di esame.

I giudici hanno chiesto alla scuola di presentare una relazione di chiarimenti. Nelle stanze del tribunale fiorentino, però, è arrivato da Lucca solo un documento dove si parlava di «una pendente verifica sul reale valore probatorio delle due dichiarazioni scritte allegate al ricorso in relazione alla asserita sussistenza della dedotta causa di incompatibilità». Risposte che non hanno convinto i magistrati che, anzi, hanno «ritenuto di valutare l’inadempienza istruttoria come argomento di prova a favore del ricorrente». Insomma, il comportamento dell’istituto scolastico sarebbe stato un indizio a favore delle tesi del ragazzo, che ha anche prodotto una serie di corrispondenza per posta elettronica.

A questo va aggiunto un altro punto più tecnico: i magistrati hanno ritenuto che la griglia di valutazione della prova orale non è stata compilata, nonostante il voto di 16/30 sia stato motivato nel verbale.

Per i giudici, inoltre, la presenza nella commissione di un componente incompatibile «vizia l’intera valutazione delle prove dei esame e non soltanto il giudizio espresso sulla prima prova scritta e sulla prova orale». Per questo è stata accolta la richiesta di sospensiva e si è deciso di far valutare di nuovo tutte le prove scritte e di far ripetere l’orale, ovviamente di fronte a una commissione interamente rinnovata rispetto a quella dell’esame di giugno.

Tutto questo dovrà avvenire, infine, entro trenta giorni della notifica dell’ordinanza, mentre nel merito la discussione è stata fissata per il 20 settembre del prossimo anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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