Il Tirreno

Lucca

Il giorno da zombie di impiegati e librai

di Flavia Barsotti
Il giorno da zombie di impiegati e librai

Le storie dei partecipanti alla parata dei morti viventi

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LUCCA. Le lenti azzurre, gialle o bianche, le cicatrici rosse e nere sul viso e sul corpo e, in bocca, dentiere spaventose e sangue finto. Si sono presentati così, ieri pomeriggio i partecipanti alla terza edizione della Zombie Walk, la passeggiata dei “non-morti” che, partendo dal baluardo Santa Croce, ha raggiunto il padiglione di The Walking Dead in piazza Anfiteatro. Una vera e propria marcia spaventosa, organizzata in collaborazione con Zombie Walk Italia e Umbrella Italia Division, che ha coinvolto, non solo i numerosi iscritti, ma anche i tanti spettatori che hanno assistito impressionati all'esibizione. Del tutto calati nella parte, infatti, riproducendo la tipica camminata dei cosiddetti “vaganti”, con urla rauche e fameliche, i partecipanti si sono fatti largo fra la folla cercando, per gioco, di terrorizzarla.

«Mi sono avvicinato a questo mondo attraverso i videogiochi e i telefilm - spiega Riccardo Alborno, 31enne ligure -. Mi piacciono i “non-morti” perché difficili da uccidere. Personalmente, adoro anche vampiri e licantropi. Il bello di stare qui è poter condividere con tanta gente un interesse purtroppo non comune». In effetti, se nella vita di tutti i giorni, sembra difficile trovare qualcuno con cui confrontarsi, non capita lo stesso a Lucca Comics and Games, dove incontriamo la studentessa Ginevra Monacella, 18 anni di Firenze, con un camice macchiato di rosso qua e là e la pelle del viso segnata dalle finte cicatrici. «Questa maschera è stata interamente elaborata da me - spiega -. Halloween e gli zombie sono due delle mie più grandi passioni: di questi ultimi, mi piace il fatto che, pur venendo contrastati, proseguono sempre, rialzandosi». Un amore, quello per i vaganti, che Ginevra coltiva fin da bambina, anche grazie alla mamma. «Da piccola, quando il 31 ottobre le amiche si vestivano da streghetta, io sceglievo lo zombie». Per qualcuno che da sempre segue questo particolare universo, c'è anche chi ha iniziato ad apprezzarlo solo crescendo. «Gli zombie sono una mia fissazione da quando hanno smesso di farmi paura - dichiara Giulia Piredda, 21 anni di Varese - li seguo da circa 2-3 anni anche grazie a The Walking Dead. Del genere, adoro il contesto sociale che si viene a creare durante le situazioni estreme: da solo non sei niente, devi trovare per forza qualcuno per sopravvivere. È in simili circostanze che si vede davvero chi sei e chi puoi diventare».

Se per i più giovani, ad aprire la strada verso questa passione, ci ha pensato (più del fumetto) la serie tv The Walking Dead, come racconta Vittoria Nuti, 18 anni studentessa di Savona, per gli adulti il merito va a Resident Evil, come conferma Mariella Gallo, 30 anni, libraia di Biella. «Ho visto tutti i film e ho anche il videogioco. Il bello dell'horror è l'adrenalina che ti sale quando provi paura». Anche Marcello Fontana 37 anni, impiegato in un’azienda di software di Milano, ha iniziato da qui 5 anni fa. «Trovarsi alla Zombie Walk significa far parte di un contesto in cui gli zombie riescono ad avere la meglio sul mondo dei vivi: è avvincente il fatto che interagiscano fra di loro per un istinto unico che è quello di mangiare». E se in qualche caso, come quello di Agnese Miralta, sono gli amici a far conoscere agli altri il mondo degli zombie, capita anche che la passione venga invece condivisa in famiglia. È questa la storia di Almo Tosto 52 anni e Andrea Tosto 20 anni, padre e figlio che partecipano insieme alla passeggiata. «È un bel momento che ci unisce affermano entrambi, mentre il ragazzo sottolinea come gli effetti speciali e le scene d'azione lo attirino da sempre, tanto da convincere il papà a guardare i film sul divano. Ma se a volte è il figlio a coinvolgere il genitore, non è raro che capiti il contrario. «A 5 anni, facevo già vedere X-Files al mio bambino - conclude Antonella Donnucci, 46 anni di Genova -: zono una fan dell'horror, mentre per gli zombie la scintilla è scoccata con “La notte dei morti viventi”».

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