Italia
Lucca Comics: un Diabolik da 10.000 euro
Un lucchese acquista la prima serie con il numero 1 originale datato 1962
LUCCA. Il fumetto tira ancora. O almeno c’è in giro qualche collezionista disposto ad aprire il portafogli. Così anche a Lucca Comics - diventato un contenitore mondiale dove cosplayer, videogames e gadget rappresentano ormai la principale attrattiva - le vecchie care strip possono tornare alla ribalta. E i venditori, che spendono mediamente 1500 euro per allestire piccoli e angusti stand tra Corso Garibaldi e piazza Antelminelli, tornarsene a casa con qualche introito in più. Ne sa qualcosa Edoardo Calvano di Siena, operatore del settore, che da una decina d’anni frequenta Lucca Comics & Games. Ha piazzato a un collezionista lucchese, tra i 40 e i 50 anni, la prima serie di Diabolik. Prezzo pattuito: diecimila euro. Non male visti i tempi di vacche magre: «Si tratta del primo numero originale datato novembre 1962 e intitolato “Il re del terrore”. Mediamente da solo, se è imbustato e in buon stato di conservazione, vale 5-6mila euro. Oltre a quel fumetto ci sono altri 23 numeri sino al dicembre 1964. L’affare lo abbiamo fatto entrambi perchè sino a qualche anno fa c’è chi ha pagato i primi numeri anche ventimila euro. Le dinamiche dei prezzi dipendono da tanti fattori. Non ultimo quello di compratori facoltosi disposti, pur di accaparrarsi la striscia, a sganciare una cifra maggiore rispetto al valore di mercato. Quest’anno c’è da essere soddisfatti. Abbiamo venduto a buone cifre (dai 100 ai 250 euro) gli albi della Corno che importava in Italia negli anni Sessanta e i fumetti dei supereroi Marvel (dall’Uomo Ragno ai Fantastici Quattro). Gli under 20 però comprano quasi esclusivamente i Manga giapponesi».
Marco Bolognese di Prato da sette-otto anni allestisce il suo stand nel settore collezionisti. «Ormai certi fumetti fanno parte dell’antiquariato e non li porto più. Rispetto al 2015 ho notato una leggera ripresa. Tex, Zagor e Dylan Dog si vendono sempre bene nonostante l’invasione delle strip dall’Oriente. Il pezzo più pregiato in esposizione? Un Diabolik del 1965, ma nessuno me lo ha chiesto. Il target? Gli under 20 spendono mediamente 20 euro, gli over 40 arrivano a 50-60 euro. Diciamo che anche quest’anno le spese dello stand e di vitto e alloggio me le sono ripagate e qualcosa mi è rimasto».
Valentina Santoni arriva da Roma. Sulla bancarella si trovano accanto i Manga e la Marvel: «Dobbiamo adeguarci. Vendere pezzi unici a 3-400 euro è sempre più raro. Più facile piazzare molti fumetti anni Ottanta-Novanta a 10-20 euro ciascuno e alla fine ottenere lo stesso risultato». A ruba negli stand gli albi scontati. «I puristi e i pionieri dei Comics impallidiscono nel vedere che ci sono giovani che, pur di portarsi a casa un cimelio, acquistano a sconto fumetti di cui non conoscono neanche l’origine».
L’empolese Bruno Nannelli, classe 1938, è un veterano di Lucca Comics. Non si rassegna alle novità provenienti dal Giappone. «La nostra generazione con il fumetto ha imparato a leggere. Sono certo che alla fine la qualità prevarrà e certi autori cult come Bonelli e altri continueranno ad essere letti anche dai nostri nipoti. Le ristampe di Tex, Zagor, Alan Ford le vendiamo bene a cifre contenute. Poi c’è un fumetto italiano come Dylan Dog o anche Nathan Never che riusciamo a piazzare bene. I primi numeri arrivano a costare 200 euro. Il fumetto è cultura e abbiamo notato che se in famiglia il padre o il nonno di un adolescente leggeva un particolare genere il figlio o il nipote proseguono la tradizione».
C’è anche chi attende con interesse l’edizione di Collezionando, mostra mercato del fumetto da collezione che l’anno scorso ha avuto il suo battesimo al Polo Fiere di Sorbano: «Ormai il collezionismo è trattato alla stregua dell'antiquariato - dice Simone Frugoli, uno dei collezionisti più importanti della Lucchesia - e Lucca Comics è solo una vetrina dove noi siamo comparse. L’edizione di Collezionando mi è piaciuta perché c’era qualità negli stand e tra i collezionisti. Unico neo, ma è normale visto che si trattava della prima edizione, è la scarsa pubblicizzazione dell’evento». Ci chi invece contesta l’ubicazione degli stand dei collezionisti: «Siamo i padri nobili di Lucca Comics e ci meriteremmo corsie preferenziali. Invece i nostri stand sono al buio perché hanno messo luci solo al centro delle strutture. Per non parlare dei servizi igienici carenti: dobbiamo fare lunghe file per trovare un vespasiano che spesso è in condizioni pietose
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