Il Tirreno

Lucca

Rebecchi: «Io non affitto ai temporary»

di Barbara Antoni
Rebecchi: «Io non affitto ai temporary»

Il titolare di Vela vuole interagire in modo attivo con i Comics: oltre alla scenografia, un cocktail party con e per Manara

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LUCCA. “Vela Loves Comics”. “Vela ama i Comics” scandiscono i tre pannelli verticali - scritta rossa su campo nero - appesi alla facciata del palazzo ex Loggia dei Mercanti, in passato pretura di Lucca, da tre anni a questa parte negozio di abbigliamento e concept store Vela Massimo Rebecchi, titolare Gianni Rebecchi. Con le scritte, i Pokemon giganti sempre sulla facciata e all’interno altri oggetti che rimandano ai Comics: tre sedute vintage (due sedie chippendale e una dormeuse) con inserti speciali: le strisce a fumetti di Milo Manara che raffigurano Federico Fellini. L’omaggio al notissimo disegnatore culminerà il primo novembre dalle 12 in poi con il cocktail party all’interno del negozio dedicato a Manara, del quale è attesa la presenza.

«Cerchiamo di interagire con i Comics così, in modo propositivo - spiega Gianni Rebecchi -. Vedo invece che tanti colleghi durante i Comics hanno colto l’occasione per cedere i propri fondi ai temporary store. Rispettiamo le scelte altrui ma non le condividiamo. Preferiamo partecipare al festival creando situazioni che gli rendono omaggio. Non siamo come chi utilizza i Comics solo in senso economico. Ognuno fa quello che vuole e che ritiene più giusto: noi rimaniamo qui, presenti e al lavoro, invece di svuotare il negozio e di affittarlo agli esercizi temporanei. Abbiamo deciso di caratterizzare fortemente il nostro negozio con le scenografie dedicate ai Pokemon e con un’offerta di prodotti inerenti ai Comics. Devo dire che contrariamente a quello che si pensa, durante i Comics le vendite non vanno male».

Con garbo, ma allo stesso tempo senza lasciare niente all’interpretazione, Rebecchi dice chiaro e tondo come la pensa circa la tendenza, sempre più affermata per un buon numero di commercianti del centro, di utilizzare i Comics per fare cassa senza fatica, affittando in media per una settimana i propri fondi ai negozi temporanei di alimentari e gadget di vario genere intascando diverse migliaia di euro. Rebecchi va in controtendenza, e spiega perché. «In questi giorni - continua - non è forte la vendita di abbigliamento, ma di altri generi che abbiamo al piano terra sì. Candele, libri e quant’altro: i giorni dei Comics non sono a vendita zero».

Anche perché, sottolinea sempre Rebecchi, il pubblico del festival del fumetto non è monogenerazionale ma variegato: non solo giovanissimi ma anche visitatori dai trenta e quaranta in su, quindi più facilmente portati a fare acquisti anche extra gadget.

«Purtroppo - continua il commerciante - nella folla come spesso accade ci si infilano anche i visitatori con cattivi propositi. Dispiace che in questi giorni ci abbiano rubato alcuni pezzi. Questo non inficia la manifestazione, certo; la stessa cosa succede il sabato. In un caso però un furto siamo riusciti a sventarlo: tre ragazzi si erano appropriati di un paio di scarpe che avevamo nel negozio. Il mio staff è stato molto bravo e molto serio: appena si è accorto delle scarpe che mancavano li ha cercati, rincorsi e presi. Devo dire che appena si sono resi conto della “bravata” hanno riconsegnato le scarpe e se ne sono andati via assai velocemente».

E quanto alla durata dei Comics, quest’anno aumentata di un giorno (da quattro a cinque) rispetto alle ultime edizioni, Rebecchi commenta che «quest’anno il festival è caduto a cavallo di un ponte molto particolare, che ha reso più facile la prova dei cinque giorni. Forse anche quattro possono bastare, ma ritengo che a dare un giudizio adeguato siano demandate altre persone, a esperti in materia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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