Il Tirreno

Lucca

Una vita da cosplayer

di Flavia Barsotti
Una vita da cosplayer

Dai Simpson alla Regina di cuori: chi sono ragazzi e ragazze dietro le maschere

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LUCCA. Restare se stessi vestendo gli abiti di un personaggio che ci somiglia o, per qualche giorno, allontanarci dalla persona che siamo nella vita reale, per identificarci con chiunque desideriamo? È questa la vera domanda che molti cosplayer si pongono poco prima di iniziare ad elaborare il costume da indossare durante Lucca Comics & Games. Una scelta difficile che pone davanti tante diverse possibilità: preferire la maschera del cosplay a noi affine per personalità o sembianze - come quella del cartone animato che da piccoli ci ha tenuto compagnia - o, con una rottura con la vita quotidiana, affidarci all'antagonista di quel film, così diverso da noi, che ci permette di evadere, per una volta, dalla routine a cui siamo abituati? Il dubbio su chi ci troviamo davvero di fronte, camminando in via Fillungo o sulle Mura urbane, non può che generare curiosità. Chi si nasconde, per esempio, dietro l'immagine del Pinguino di Batman che, con l'ombrello, il cappello e il naso adunco, percorre la città riscuotendo tante attenzioni? Abbiamo provato a chiederlo a lui e ad altri cosplayer, facendoci raccontare alcuni retroscena di persone e personaggi, anche attraverso brevi video-interviste visibili sul sito www.iltirreno.it.

«Ho sempre amato questo soggetto, fin da quando ero bambino - spiega proprio Emanuele Bolognari, nelle vesti del Pinguino di Batman -. Un tempo mi faceva paura, ma poi, interpretandolo, ho cominciato ad innamorarmene. In quella maschera, c'è molto dell'infanzia di Emanuele e di quella dei numerosi passanti che si fanno immortalare con lui in una foto. Incontrare per le strade i protagonisti di una saga o del libro preferito, infatti, non può che far riaffiorare i ricordi: proprio quelli che, le cinque emozioni del film Inside Out tengono chiusi nelle piccole sfere colorate. Sulle Mura infatti, incrociamo Disgusto, Rabbia e Gioia, mentre stanno per ritrovarsi con Tristezza e Paura. «Abbiamo pensato che questo cosplay fosse una bella novità - spiega Dragana Sudimac da Biella - Inoltre, si tratta di personaggi che rispecchiano molto le nostre personalità. È uno di quei film di animazione che va bene per tutte le età: da bambino fa ridere, ma da adulto regala tutt’altre emozioni.

Difficilmente, si opta per un eroe soltanto perché esteticamente soddisfacente: dietro ad ogni figura, c'è lo studio approfondito del suo carattere e delle caratteristiche. «Ho scelto questo costume perché mi rappresenta - afferma Adrien Fusi, 24 anni da Pisa -. La psicologia del Joker infatti è strana: cattivo, pazzo ma, allo stesso tempo, sensibile per certi aspetti. In coppia con me, non poteva mancare Harley Queen con cui ho un rapporto di amore e odio». I movimenti, le pose e molto spesso anche la voce vengono riprodotti con fedeltà. Così, quando chiediamo ai cosplayer di poter scattare loro una foto, in un attimo sembra di trovarsi di fronte, tale e quale, la vera anima del personaggio. Ne sono un esempio Marco Gozzo, 30 anni, della provincia di Modena, che, nei panni di Snake - il soggetto tratto dal manga Il Maggiordomo Nero - sistema il serpente di plastica dentro cui è avvolto o Giada Favari, 19 anni di Milano che, vestita da Spyro, fa sua una passione trasmessa dal papà. «Interpreto Jafar - spiega poi Michele Crispino, 25 anni -. È diventato il mio preferito dalla prima volta in cui ho visto Aladdin della Disney. Sono sempre stato attirato dai personaggi cattivi: sono loro che, principalmente, danno spessore alla trama». Nei panni del gran visir del sultano di Agrabah e del potente stregone munito del bastone a forma di cobra, Michele confessa di aver realizzato un sogno. Gli antagonisti, in effetti, affascinano e, sorprendentemente, celano, dietro alle maschere, aspetti più o meno reconditi, profondi e misteriosi di chi li reinterpreta al Lucca Comics & Games. A confessarlo, è anche Valentina Figoni, 25 anni di Colle Val d'Elsa. «Per oggi sono la Regina di Cuori del videogioco Alice Madness Returns - dichiara - è sempre inserita in Alice nel paese delle Meraviglie, ma rappresenta il suo lato malvagio. Ognuno di noi è buono e cattivo insieme: entrambi gli aspetti fanno parte del nostro essere e credo che questo mi rispecchi parecchio».

I lunghi capelli rosa e l'abito particolareggiato della Lady Nera, alias Giulia Ciccolepre, ventinovenne romana, attirano invece i fan di Sailor Moon. «Sono io stessa un'appassionata - spiega - questo personaggio è uno dei più eleganti della serie, nonostante si tratti di un nemico». Fra i molti visitatori della manifestazione però c'è anche chi impersona un cosplayer riadattato e modificato a cui rispondere secondo le proprie qualità e sensazioni. «Sono Deadpool Steampunk - afferma, infatti, Francesco Gaspari, diciannovenne di Vittorio Veneto -. Avevo già creato la base di un costume Steampunk, ma ho deciso di aggiungere la maschera di Deadpool per ottenere un contesto più scherzoso e non avere limiti sul comportamento da adottare nelle fiere del fumetto». Come resistere poi al richiamo della famiglia più popolare di Springfield? «Seguiamo I Simpson da tutta la vita, praticamente ci siamo cresciuti - racconta Patty Bouvier, sorella di Marge, che per un giorno ha preso il posto della 31enne Claudia Landi -. Ci piacciono, sono simpatici e colorati e a Lucca Comics non si erano mai visti in giro». Vicino incontriamo anche il cast di Alice in Wonderland quasi al completo, direttamente da Cuneo e Fossano. «Perché abbiamo scelto questo trucco? - domanda il Cappellaio Matto, Alessandro Cavallero, del tutto calato nella parte - perché noi crediamo nelle cose impossibili e amiamo i matti perché i matti sono i migliori». Fra i tanti, c'è anche chi non dimentica di lanciare, simbolicamente, il suo messaggio attraverso il costume. «Vesto i panni di Capitan America - conclude Andrea Salvi - perché rappresenta i valori positivi: è un eroe senza compromessi e io credo in ciò in cui crede lui».

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