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Sale la tensione alla Snai Rinviato l’incontro del 9
Cgil infuriata con i vertici dell’azienda: «Comportamento scorretto e illegittimo» I lavoratori si riuniranno in assemblea e non escludono di ricorrere allo sciopero
PORCARI. Tensione altissima sul caso Snai. Ormai è scontro tra lavoratori e sindacati da una parte, e azienda dall'altra, nella vertenza sul futuro della società e dei suoi dipendendenti. Tutto a questo dopo una settimana di agitazione, con un presidio permanente organizzato dai lavoratori davanti ai cancelli della sede di Porcari.
Intanto slitta anche il vertice nazionale, programmato per il 9 novembre, ma si dovrebbe essere rinviato di un paio di settimane (al momento viene indicata la data del 21 novembre). E proprio la decisione di sposare più in là nel tempo il confronto ha acuito la tensione e il malcontento tra gli addetti, già allarmati per la presentazione del piano industriale che – oltre a una serie di trasferimenti – prevede anche tagli del personale (95 esuberi, il 60 per cento dei quali proprio nella sede di Porcari).
La Fiom Cgil torna di nuovo all'attacco: «La Snai – denuncia il segretario regionale del sindacato Massimo Braccini – sta sempre più adottando un comportamento illecito, se non illegale, attuando demansionamenti, lasciando lavoratori senza alcuna mansione. Nello stesso tempo sposta attività e modalità operative che comporteranno esuberi di personale, una diversa redistribuzione del lavoro, delle sue modalità, e un diverso bilanciamento delle sedi rispetto agli assetti attuali. Il comportamento aziendale, teso a mandar via i lavoratori senza possibilità di ricostruzione lavorativa, è scorretto e illegittimo, prefigura il prossimo incontro come a scatola chiusa. Siamo di fronte a una gestione autoritaria che non porta da nessuna parte e che abbiamo il dovere di contrastare nell'interesse dei lavoratori e, crediamo, della stessa azienda. A breve faremo le assemblee dei lavoratori, in quella sede decideremo democraticamente le adeguate iniziative da intraprendere. Fin da ora diciamo che non permetteremo che si smontino a pezzi le sedi lavorative e che saremo accanto ai lavoratori contro le prepotenze aziendali».
Intanto per venerdì è in programma un’assemblea della Rsu e dei lavoratori, che sono in fermento. Tra le iniziative che saranno discusse in assemblea non viene esclusa l’ipotesi più drastica, ossia quella di incrociare le braccia e organizzare un nuovo sciopero.
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