Gioco
Scontro Wwf Consorzio sul taglio degli ontani
L’associazione ambientalista contesta l’intervento vicino l’Oasi del Bottaccio La replica: «Operazione per la sicurezza che ha coinvolto l’Università di Firenze»
CAPANNORI. Botta e risposta tra il Wwf Lucca e il Consorzio di Bonifica sulla polemica scatenata dai tagli delle piante di ontano, fatti i nei pressi dell'area naturalistica del Bottaccio in Padule.
«Volevamo fare i nostri complimenti al Consorzio di Bonifica Toscana nord per il taglio selettivo della vegetazione lungo il Serchio. Ma non ne abbiamo avuto il tempo»: usano l’ironia amara i membri della sezione di Lucca del Wwf, che ha messo nel mirino i lavori eseguiti dal Consorzio nei giorni scorsi.
«A distanza di pochi giorni dalla presentazione in pompa magna dell'encomiabile taglio selettivo lungo le sponde del Serchio – spiegano dall’associazione ambientalista – lo stesso Consorzio ha fatto tabula rasa degli ontani che bordeggiavano il fosso di confine. Ora, lungo la strada che porta all'oasi Wwf del Bottaccio, il fosso di confine, nei caldi giorni d'estate, non sarà più ombreggiato dalle verdi chiome degli ontani neri. Sul Serchio si controllano uno a uno gli alberi da tagliare, nel Padule di Bientina si tagliano ontani neri ultratrentennali sul lato destro della strada, mentre sul lato opposto si piantano alberi di dubbia autoctonia. Se la colpa verrà fatta ricadere solo sulla ditta esecutrice dei lavori, ci auguriamo che questa non venga più chiamata a lavorare per conto dell'ente consortile».
Non si è fatta attendere la risposta del Consorzio. «La piantumazione delle migliaia e migliaia di alberi in Padule ha visto la collaborazione di un'equipe di esperti, che ha coinvolto anche l'Università di Firenze – si legge sulla nota ufficiale dell'ente – e per quanto attiene gli alberi tagliati sul fosso di confine, nel Padule di Bientina, questo intervento ha riguardato esclusivamente le piante che erano all'interno della sezione di deflusso, e che quindi comportavamo un pericolo grave e imminente per la sicurezza idraulica del territorio».
Il Fosso di Confine è un importante collettore della zona, che raccoglie le acque piovane di un intero versante dei Monti Pisani, creando negli ultimi anni non pochi problemi: «Per tutte le altre piante, l'attività del Consorzio ha mirato puntualmente al mantenimento e alla salvaguardia della flora presente – prosegue la replica – rispettando l'obiettivo di coniugare l'impegno per l'abbattimento del rischio idraulico con l'attenzione all'ambiente e al suo delicato equilibrio». (n.n.)
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