Gioco
Furto di maglie e pupazzi il bottino di 10mila euro
LUCCA. Il bottino è di quelli importanti: diecimila euro, compreso anche un computer Mac. Ma la merce portata via nella notte tra il 21 e il 22 ottobre al negozio "L'incantesimo" in via Beccheria, a...
LUCCA. Il bottino è di quelli importanti: diecimila euro, compreso anche un computer Mac. Ma la merce portata via nella notte tra il 21 e il 22 ottobre al negozio "L'incantesimo" in via Beccheria, a pochi giorni dai Comics, fa pensare ad un furto su commissione.
«Non posso dirlo con certezza, ma la tipologia dei prodotti che i ladri hanno portato via dal mio negozio è quella che va per la maggiore proprio tra il pubblico che partecipa alla kermesse - spiega il titolare, insieme alla moglie Gabriella Buccella, Mirko Taccola -. Tra maglie dei più famosi videogiochi, come Call of Duty e Assasin's Creed, e alcuni pigiami di personaggi di cartoni e anime giapponesi, senza dimenticare il computer, il danno si aggira intorno ai diecimila euro».
Al titolare non è rimasto che fare denuncia ai carabinieri. Solo uno dei tanti raid notturni verificatisi in molti altri negozi del centro, anche se questo sembra più mirato visto la tipologia di articoli sottratti. Per di più ad uno dei pochi che interessa molto il pubblico dei Comics & Games. Il negozio è uno dei pochi, però, di natura non temporanea.
«Credo che per rispetto verso chi, tutto l'anno, vende prodotti di questo tipo pagando regolarmente affitto e tasse questi temporary store andrebbero limitati - dice ancora il titolare dell'Incantesimo -. Io ho prodotti certificati, completamente in regola. E se qualcuno acquista da me nei giorni dei Comics e poi ha un problema sa dove trovarmi. Molti altri arrivano in città, sfruttano l'onda travolgente della manifestazione e dopo cinque giorni se ne vanno».
Negozi provvisori che stanno sbucando come funghi, tanto da preoccupare gli stessi organizzatori. Renato Genovese ed Emanuele Vietina, direttore e vicedirettore di Lucca Comics & Games, sono stati chiari. «Rischiano di uccidere l'evento». In sostanza: se in giro per la città ho a disposizione gratuitamente decine di negozi a tema e posso godere della vista e del divertimento dei cosplayer, il biglietto a che serve? Non solo, gli stessi standisti potrebbero tirarsi indietro.
«Una limitazione ai negozi temporanei alimentari è stata data, anche perché c'era maggiore interesse e più commercianti coinvolti - spiega ancora Mirko Taccola -. Io in centro sono quasi l'unico che "soffre" la concorrenza un po' sleale dei temporary store. Ma credo sia il momento di intervenire, anche per il bene della manifestazione. Anche se per molti commercianti questo resta un business importante».
Alessandro Bientinesi
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