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Lucca

INDAGINE IN PREFETTURA

Nuovi accertamenti sull’impiegata arrestata

Nuovi accertamenti sull’impiegata arrestata

LUCCA. Non sarebbe l’unico episodio quello che ha portato i carabinieri della Compagnia di Viareggio e del reparto operativo di Cortile degli Svizzeri all’arresto di Graziella Sironi, 51 anni, di...

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LUCCA. Non sarebbe l’unico episodio quello che ha portato i carabinieri della Compagnia di Viareggio e del reparto operativo di Cortile degli Svizzeri all’arresto di Graziella Sironi, 51 anni, di Antraccoli, finita ai domiciliari con l’accusa di concussione per aver chiesto denaro in cambio di un suo interessamento su una pratica inesistente. L’impiegata ritenuta infedele dagli inquirenti era da tempo monitorata dalle forze dell’ordine e la sua difesa in sede d’indagine e in modo particolare nel corso dell’udienza di convalida davanti al capo dei gip Giuseppe Pezzuti non pare convincente e comunque suffragata da riscontri oggetti. Non è da escludere che nei prossimi giorni l’indagata - che lavora all’ufficio rapporti con il pubblico della Prefettura che si trova nella sede distaccata in via Vittorio Veneto - riceva dall’amministrazione pubblica una lettera di sospensione dal servizio in quanto sottoposta a procedimento penale. Tra l’altro il suo legale Rita Romani di Viareggio potrebbe essere affiancata anche da un altro penalista specializzato nei reati contro la pubblica amministrazione.

Bocche cucite. L’indagine sulla dipendente della Prefettura andava avanti da un po’ di tempo e lunedì 17 ottobre, dopo dopo le 19, la donna è stata bloccata nella zona di Porta San Pietro dopo che era uscita dal bar La Stella Polare con una busta contenente 280 euro. Denaro consegnatole da una donna di 37 anni residente a Massarosa. Soldi che sarebbero dovuti servire per far «sparire» una pratica scomoda, in realtà inesistente, che vedeva la donna versiliese soggetta a un provvedimento amministrativo legato al possesso e all’uso di stupefacenti. La mazzetta in realtà, sempre stando ai militari, era da 500 euro e il denaro recuperato e sequestrato dagli investigatori era solo la prima tranche. Sugli sviluppi bocche cucite da parte degli investigatori che, dopo aver sequestrato il computer in uso alla Sironi e alcuni documenti, stanno ascoltando altri testimoni. L’impressione è che la vicenda possa allargarsi e altre casi emergere a breve. Non si tratterebbe quindi di un episodio isolato, ma solo la punta di un iceberg. (l.t.)

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