Toscana
Omicidio stradale, indagato il conducente
Si aggrava la posizione di Bouchaid Jarmouni alla guida dell’auto in cui è morto un connazionale
LUCCA. Si aggrava la posizione processuale di uno dei tre marocchini arrestati dalla polizia con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti al termine di un inseguimento a oltre cento chilometri all’ora terminato con la vettura dei malviventi che ha sfondato un muretto ed è finita nel torrente Freddana a Valpromaro. Nel drammatico volo di oltre sei metri è deceduto uno degli occupanti: Ahmed Jarmouni, 33 anni, senza fissa dimora, che in tasca aveva 104 grammi di cocaina. Il conducente della Fiat Bravo, Bouchaib Jarmouni, 22 anni, è stato iscritto nel registro degli indagati anche con l’accusa di omicidio stradale aggravato (previsto l’arresto) e resistenza a pubblico ufficiale. Lui, sino a ieri sera, era ricoverato all’ospedale San Luca nel reparto rianimazione. Ha riportato nell’incidente lesioni polmonari e resta ricoverato a titolo precauzionale anche se non è in pericolo di vita. La sua condotta alla guida ha provocato l’incidente costato la vita al connazionale. Non solo. Durante l’inseguimento - con due volanti della polizia che a S. Alessio avevano notato quell’auto con i quattro extracomunitari a bordo e avevano acceso i lampeggianti e mostrato la paletta affinchè l’automobilista al volante si fermasse - la Fiat Bravo ha cercato più volte di speronare l’auto della polizia non riuscendoci per l’abilità del poliziotto-pilota che ha mantenuto sangue freddo e d evitato il contatto. Per questo motivo Bouchaib Jarmouni è indagato per resistenza a pubblico ufficiale. Iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di violenza e lesioni a pubblico ufficiale invece Said Jarmouni, 20 anni, il marocchino che si trovava sul sedile posteriore accanto al connazionale deceduto e che è stato l’unico ad uscire dall’abitacolo dopo l’uscita di strada e il bagno nelle acque della Freddana. In tasca aveva alcuni telefonini, poi sequestrati, e nel tentativo di scappare ha aggredito due agenti della volante che sono stati costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso del San Luca. Attualmente Said Jarmouni è l’unico dimesso e tradotto nel penitenziario di San Giorgio a disposizione dell’autorità giudiziaria. Soltanto l’immigrato che sedeva accanto al conducente e a cui sono stati sequestrati 495 euro, presunto provento dello spaccio, resta con la sola imputazione di detenzione ai fini di spaccio. Si tratta di Abdellah Aboussad, 29 anni, senza fissa dimora, ma anche lui come gli altri di fatto domiciliato nella zona di Massarosa. Si trova ricoverato per accertamenti all’ospedale San Luca e appena dimesso finirà in carcere.
Il sostituto procuratore Salvatore Giannino ha disposto, dopo una prima visita esterna sul cadavere dell’immigrato eseguita dal medico legale Stefano D’Errico dell’Asl 2, un esame autoptico per stabilire l’esatta causa del decesso - trauma da schiacciamento oppure asfissia per annegamento - e per capire se il giovane fosse in stato di alterazione psicofisica derivante dall’uso di stupefacenti. A breve saranno disposti gli interrogatori di garanzia.
Luca Tronchetti
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