Toscana
Studenti per un giorno sul pullman “sardina” fra traffico e ritardi
Tante le segnalazioni di disagi per i bus delle scuole affollati Abbiamo deciso di salire a bordo: ecco la nostra esperienza
ALTOPASCIO. Autobus sui quali si sta stipati come sardine e multe per chi, anche ieri ci è arrivata una segnalazione in merito, non riesce a causa dell’affollamento a raggiungere la macchina per obliterare il biglietto. E ritardi sulle linee che la mattina portano a Lucca gli studenti. Con rischio bocciatura per alcuni di loro. Questi i disagi segnalati nei giorni scorsi anche alla nostra redazione, con i sindacalisti di Ctt Nord che in effetti hanno ammesso problemi sulla linea per Castelnuovo Garfagnana. Problemi che sarebbero stati risolti da Provincia di Lucca e Ctt proprio con l’aggiunta di una corsa. Sulle altre, invece, i problemi sarebbero trascurabili.
Chi ha ragione, dunque? Le famiglie che pagano per mandare i propri figli a scuola da tutto il territorio lucchese oppure l’azienda che non ravvisa, ad eccezione della tratta che collega la Garfagnana e Lucca, particolari criticità? L’unico sistema a nostra disposizione è stato quello di tornare, almeno per un’ora, uno studente e salire su quell’autobus. Ecco la nostra esperienza, tra fermate, mezzi affollati, piccoli ritardi e una corsa per entrare puntuali a scuola.
Una sola corsa all’alba. Decidiamo di salire a bordo del pullman che parte alle 6.55 da Altopascio. Il nostro capolinea è piazzale Verdi a Lucca, visto che per un giorno fingeremo di essere degli studenti del liceo scientifico Vallisneri di Sant’Anna. Perché questa scelta? Il padre di una studentessa nei giorni scorsi ci ha segnalato che la figlia ha già accumulato proprio sulla stesso percorso almeno dieci ritardi. E la scuola le permette di farne soltanto sei.
Un’occhiata agli orari e capiamo di non avere molte scelte per arrivare puntuali: l’unico autobus che arriva prima delle 8 a Lucca è proprio quello che parte alle 6.55. Decidiamo, però, di salire all’altezza di Turchetto, alla fermata di via Romana. Con noi come “infiltrati” ci sono almeno una trentina di ragazzi zaino in spalla. L’arrivo a Turchetto è fissato per le 7.13 e puntualissimo il mezzo arriva alla fermata. Ma qui iniziano i primi piccoli problemi.
Bus pieno dopo 5 fermate. L’autobus è un autosnodato, dunque con maggiore capienza. Nonostante questo è già pieno pur avendo fatto appena tre fermate. Saliamo e, anche se con un po’ di difficoltà, riusciamo a prendere un posto in piedi subito vicino all’autista. Percorrere qualche metro in più per arrivare all’obliteratrice è complicato, ma ci affidiamo ad un passaggio di mano in mano per validare il nostro ticket.
Frenata con mezzo pieno. Da Turchetto fino a Porcari, appena 3 minuti di viaggio, non ci sono altre fermate. E non a caso il mezzo viaggia puntuale, anche se ripartendo in direzione di Capannori una frenata improvvisa rischia di far cadere molti degli studenti che, non riuscendo bene ad aggrapparsi, lanciano un urlo ma con una mossa da equilibristi restano in piedi. Poi alle 7.23 raggiungiamo Capannori e gli studenti faticano ad entrare, tanto che una studentessa rischia di restare con lo zaino incastrato nelle porte centrali, anche se attenzione dell’autista e sistemi automatici evitano in un attimo il possibile incidente.
Il ritardo e la corsa. Alla fermata dell’ospedale San Luca, anche a causa delle tante persone da far salire ad ogni stop, arriviamo con due minuti di ritardo. Qui finalmente l’autobus si svuota un po’ ma anche questa operazione porta via tempo prezioso. Entriamo in circonvallazione ma il traffico ci rallenta. Arriviamo al capolinea in piazzale Verdi alle 7.49, cinque minuti di ritardo. Per percorrere poco più di 20 chilometri ci abbiamo messo 54 minuti esatti. Svegli dalle 6.20, ma la nostra tappa finale non è ancora raggiunta dopo un’ora e mezzo. Passo veloce verso il Vallisneri, quasi di corsa. Sono le 7.57 e questa volta, grazie ai pochi “imprevisti”, siamo arrivati puntuali.
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