Il Tirreno

Lucca

Muore nell’auto dopo la fuga a cento all’ora

di Luca Tronchetti
Muore nell’auto dopo la fuga a cento all’ora

Folle inseguimento dopo l’alt della polizia Trovata droga nel mezzo finito nella Freddana

3 MINUTI DI LETTURA





VALPROMARO. Quindici chilometri percorsi a cento all’ora su una strada per larghi tratti scarificata, resa viscida dalla pioggia battente e con il serio rischio di schiantarsi contro le auto in transito. Un inseguimento a folle velocità iniziato da S. Alessio e conclusosi tragicamente in via vecchia provinciale a Valpromaro con la morte di un giovane extracomunitario sui trent’anni la cui identità sino a tarda notte non era ancora nota. Inutile il tentativo delle due volanti della polizia di fermare la Fiat 500 X nuova di zecca con a bordo quattro marocchini che, evidentemente, avevano qualcosa da nascondere visto che non si sono fermati all’alt. Nell’auto infatti è stata rinvenuta della sostanza stupefacente e in tasca a un componente la gang i poliziotti hanno trovato del denaro. I tre poco prima della mezzanotte sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio.

L’incidente. Il crossover, dopo quel tallonamento snervante, imbocca a tutto gas via Piaggia all’incrocio con la via vecchia Provinciale prima dell’abitato di Valpromaro. Conducente e passeggeri sono braccati, ma cercano in tutti i modi di eludere le auto delle forze dell’ordine. La centrale operativa allerta anche il commissariato di Viareggio. Da lì una volante e un’auto civetta con a bordo il dirigente del commissariato Raffaele Gargiulo imboccano la via per Camaiore e si dirigono verso Valpromaro per tagliare la strada alla vettura dei malviventi che, tra l’altro, non risulta rubata. Sono al bivio di Gombitelli, a meno di un chilometro quando, alle 18,20, accade l’imponderabile. Il conducente della Fiat 500 X nella sua folle corsa perde il controllo della vettura e provoca un testacoda all’altezza del ponticello sopra la Freddana. Il crossover s’intraversa e va a sfondare lateralmente il muretto in pietra e mattoni alto meno di un metro che delimita la carreggiata precipitando giù nel torrente Freddana. Un volo di 6 metri con la macchina che si cappotta per poi poggiarsi su un fianco. Nel tremendo impatto uno degli occupanti, un giovane magrebino che non aveva documenti seduto sul sedile posteriore della vettura, muore all’istante schiacciato contro il tettino. Gli altri tre connazionali restano leggermente feriti. Il conducente, che dice ai poliziotti di chiamarsi Said Jarmouni, cerca persino di scappare e aggredisce gli agenti che prestano i primi soccorsi. Nei suoi confronti scatta anche l’imputazione per resistenza a pubblico ufficiale. Gli extracomunitari vengono trasferiti al pronto soccorso. Uno di loro sostiene di non aver fatto caso all’alt della polizia e di aver perduto la testa al suono della sirena della polizia. Un maldestro tentativo di giustificarsi a cui non crede nessuno. Sul luogo dell’incidente si precipita anche il commissario Davide Caldarozzi, la polizia scientifica, i militari della stazione di Camaiore e tre autopompe dei vigili del fuoco. Alle 21 i pompieri si calano nelle acque del torrente ed estraggono dalla carcassa di lamiere della vettura il corpo senza vita del giovane marocchino.

Rischio incolumità. Si scopre soltanto allora che a Torre durante l’estenuante inseguimento per cercare di far perdere le tracce il conducente del crossover era entrato in paese rischiando di investire un anziano che era appena uscito di casa e si stava rifornendo d'acqua ad un fontanello. E che a San Martino in Freddana sempre l'auto dei fuggiaschi imboccano strade contromano e «taglia» le rotonde rischiando di provocare incidenti e di investire pedoni e ciclisti. È un miracolo se in quei minuti interminabili non ci sono state conseguenze per gli abitanti di quelle zone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web