Il Tirreno

Lucca

Veloci, digitali e con tanti sgravi

di Ilenia Reali
Veloci, digitali e con tanti sgravi

Il sottosegretario Lotti esorta gli imprenditori a investire Posti in piedi all’assemblea di Confindustria Toscana Nord

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PRATO. Per le imprese è il momento di un nuovo cambiamento di rotta. E' per dirla con le parole del sottosegretario Luca Lotti «una nuova rivoluzione industriale». La quarta, quella in cui «l'industria deve connettersi con il mondo, e cambiare, in tempo reale, i processi e i prodotti seguendo i gusti e i bisogni del mercato». Parole che il sottosegretario ha utilizzato a Prato durante l'assemblea di Confindustria Toscana Nord, la prima iniziativa pubblica dopo la fusione delle associazioni di Prato, Pistoia e Lucca e a cui hanno partecipato tantissimi imprenditori, molti di più del previsto. Tanti da non esserci le sedie per tutti. Un invito a stare al passo coi tempi e a non fermarsi rivolto a un'area che ha 13.000 stabilimenti manifatturieri e 80.000 addetti arrivato in un luogo che non può che essere considerato il simbolo dell'innovazione, il nuovo museo di arte contemporanea Pecci. Frasi, quelle pronunciate alla platea , del tipo «la rete impone un rapido adattamento alle nuove condizioni» che non possono sembrare non adeguate quando si è scelto di organizzare la prima assemblea dopo la fusione, di fatto, in mezzo a un’opera d’arte, “Quarantine” dell’artista Robert Kusmirowski. Lotti è arrivato a Prato con una “valigia” di finanziamenti per il mondo dell'industria e con una legge di stabilità con cui il Governo ha prima di tutto «voluto fare un cambiamento culturale: superando l'idea dell'”incentivo a sportello”, quando c'era bisogno di un'autorizzazione da un ufficio pubblico, per passare a una logica dell'incentivo fiscale con cui si dice agli imprenditori, senza intermediazione: “se investi ti sostengo. Punto”». E il cuore di questa rivoluzione negli investimenti è il piano per la banda ultra larga con 6 miliardi stanziati, in Italia, entro il 2020. Agli imprenditori toscani sono piaciute però anche «la conferma del superammortamento per l'acquisto di beni strumentali del 140% elevato al 250% per gli investimenti nel digitale; i 900 milioni per il fondo centrale di garanzia per favorire l'accesso al credito delle piccole e medie imprese e gli ulteriori 100 milioni a favore del Made in Italy». A Prato inoltre - ha garantito Lotti - arriveranno ulteriori 10,5 milioni per le periferie, per la riqualificazione urbanistica della città, in particolare per la ristrutturazione di Palazzo Pacchiani, del Bastione delle Forche e del nuovo parco fluviale sul Bisenzio. Una manovra di politica economica che il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha dichiarato (in modo molto chiaro) di apprezzare e che non merita di essere criticata. Poi la guida di Confindustria è tornato a parlare dei suoi legami con Prato e con la Confindustria della Toscana del Nord «questo è il luogo del dibattito e delle proposte fin da quando venivo per il forum delle Pmi. Qui ho vissuto un importante pezzo della mia vita associativa perché in questa parte di Toscana si fanno proposte non solo pensando al bene delle nostre aziende ma a quello del Paese». «Da qui - ha concluso - me ne vado con una promessa: quando ci crediamo non arretriamo. E la promessa è che non arretreremo. Tra l'altro, con la fusione, abbiamo mandato il messaggio che, se lo decidiamo, siamo in grado di fare squadra».

Musica, le parole di apprezzamento di Lotti e Boccia, per gli imprenditori della Toscana Nord che mirano a fare lobby ritagliandosi spazi all’interno di Confindustria e nei rapporti con il Governo.

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