Il Tirreno

Lucca

Case popolari, ci sono 625 richieste

di Gianni Parrini
Gli alloggi popolari di Pontetetto
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Gli alloggi popolari di Pontetetto

Graduatoria a gennaio, i primi 60 alloggi assegnati entro aprile. Procedura più difficile per gli stranieri

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LUCCA. Bando per le case popolari, sono 625 i cittadini che hanno fatto domanda. L’assegnazione dei primi 60 alloggi (tra cui i 36 di Pontetetto) avverrà entro aprile. Nuova procedura per gli stranieri: serve una dichiarazione del consolato e molti rinunciano. A dare numeri, cronoprogramma e novità dell’ultimo bando del Lode è l’assessore al patrimonio del Comune di Lucca Antonio Sichi. «Il bando per la formazione delle graduatorie è stato pubblicato lo scorso 14 luglio in tutti e 33 i Comuni della provincia di Lucca – spiega Sichi, che è anche presidente del Lode – Le domande, con tanto di documentazione richiesta, andavano presentante al Comune di riferimento entro il 12 ottobre. Qui a Lucca i cittadini che hanno fatto domanda sono 625, un numero leggermente inferiore a quello del bando 2013 (quando le richieste furono 661), ma superiore a quello del 2009 quando si arrivò a quota 478. Ovviamente le domande dovranno essere esaminate e verificate ed entro il gennaio del 2017 ogni Comune pubblicherà la propria graduatoria, che però sarà provvisoria, in vista di eventuali ricorsi da presentare entro 15 giorni. La versione definitiva sarà pronta a febbraio ed entro aprile daremo il via alle prime assegnazioni. Partiremo con una sessantina di alloggi tra cui ci sono i 36 di Pontetetto per cui i lavori sono in fase di ultimazione. In più ci sono altri immobili recuperati».

Il Comune di Lucca in 12 anni ha assegnato 370 case popolari: 136 il 2004 e il 2012, 134 tra il 2012 e il 2014 e 100 tra il 2014 e il 2016. In totale il patrimonio abitativo nel territorio comunale conta 1050 alloggi, tutti gestiti da Erp. Gli affitti variano da 40 a 250 euro (a seconda della posizione in graduatoria) e ogni due anni si verifica la sussistenza della condizioni e dei requisiti che hanno portato all’assegnazione. «Il nuovo bando ha introdotto una serie di importanti novità – spiega Sichi – In parte sono legate alla legge regionale e in parte sono state studiate dal gruppo di lavoro del “Coordinamento Lode”». Vediamone alcune: «Partiamo da quelle che toccano maggiormente i cittadini stranieri – spiega Sichi – Per poter presentare domanda ora bisogna abitare o lavorare in Toscana da almeno 5 anni. Inoltre gli immigrati che richiedono una casa popolare dovranno produrre un certificato della loro ambasciata in cui si certifica che non sono proprietari di un alloggio nel Paese d’origine. Questo vale soprattutto per gli Stati in cui non è possibile una immediata lettura dei dati del catasto. È il caso di alcune nazioni dell’Africa». Sembra una sciocchezza, ma non lo è: molti immigrati sono stati scoraggiati a farsi avanti, per questo la maggior parte delle domande dovrebbero provenire da cittadini lucchesi (come già accaduto nel 2013). Si attende lo scorporo dei dati per averne certezza. Le novità non finiscono qui: «Bisognerà avere un reddito sotto i 16.500 euro secondo l’indicatore Isee e non possedere beni mobili (per esempio auto) per un valore complessivo superiore ai 25mila euro. La questione delle case di proprietà non riguarda solo gli stranieri – conclude Sichi – Per presentare domanda non bisogna possedere degli immobili. Una regola c’era anche prima, ma fissava il divieto solo per lo stesso territorio a cui faceva riferimento il bando, per cui se uno aveva una casa al mare poteva chiedere un alloggio popolare a Lucca. Inoltre, basta essere comproprietari al 50% dell’immobile e in tal caso il bene viene comunque considerato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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