Gioco
Garzella: Grossi deve scusarsi
Il presidente del consiglio: strumentalizzazione per attaccarmi
LUCCA. «La richiesta di scuse, doverose all'assessore Mammini, è stata in realtà una campagna di strumentalizzazione e violenta campagna elettorale»: così Matteo Garzella, presidente del consiglio comunale, attacca la presidente della commissione pari opportunità Daniela Grossi, promotrice della raccolta firme. «Mi aspetto le sue scuse all'assessore e anche quelle di chi, come lei, si è servito dell'assessore per un'operazione di pura campagna elettorale, magari senza nemmeno il coraggio di essere tra i firmatari. l'iniziativa è grave non solo per la strumentalizzazione nei confronti dell'assessore ma perché si fa un uso opportunistico di tematiche molto serie come quelle di genere. L'unico obiettivo infatti di tutta l'operazione è attaccare il sottoscritto che ha tutelato le donne e gli uomini del consiglio comunale per cinque anni e riaperto il consiglio ai cittadini».
Garzella ci tiene a fare distinzione tra i firmatari in buona fede ed i promotori e mandatari ed è sorpreso dal fatto che a sottoscrivere siano stati anche consiglieri Pd e i due capigruppo di maggioranza: «Erano in consiglio perché non hanno palesato nessuna solidarietà all'assessore per poi attaccare nei giorni successivi?». Insomma un'operazione architettata contro Garzella che ne trae le dovute conclusioni: «A questo punto la vera domanda è: chi ha paura di Garzella? Chi ha paura di chi difende il Pd e contemporaneamente ascolta i cittadini che chiedono cambiamento?».
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