Il Tirreno

Lucca

«Picchiare i bimbi per educarli»

di Pietro Barghigiani
«Picchiare i bimbi per educarli»

Una perizia “svela” i motivi delle violenze all’asilo comunale. Sonia Ori aveva un ruolo chiave

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PISA. Viziati a casa da genitori troppo tolleranti. Da rieducare all’asilo. Con sistemi che una volta potevano andare bene in caserma, ma che ora anche tra i militari più ruvidi sfocerebbero in querele. Un sistema pedagogico fatto di urla, punizioni, botte e quasi uno “stalking” psicologico nei confronti soprattutto di un bimbo che avrebbe solo avuto bisogno di essere accudito con più impegno. Lo spaccato di un luogo che avrebbe dovuto somigliare a un asilo e appare, invece, come un ambiente di violenze gratuite, viene messo a fuoco dalla perizia di parte commissionata dai genitori di quindici bimbi iscritti al nido comunale in cui lavoravano le tre maestre sotto processo.

«Bimbi da rieducare». «Sembra che queste educatrici si siano arrogate la presunzione di essere le uniche portatrici di metodi efficaci e capaci di garantire la disciplina e l'obbedienza anche di bambini così piccoli, da “rieducare” semplicemente perché ritenuti viziati dalle loro famiglie – si legge nella perizia –. Un controllo e un potere che solo con i “loro mezzi” potevano garantire per mostrare ai genitori, incapaci, come si fa a “domare”/educare davvero i figli».

Episodi a quota 140. Sono circa centoquaranta episodi in 22 giorni registrati come significativi che appaiono di maltrattamento e violenza. Il ruolo con maggiori “azioni” è quello di Sonia Ori, nata a Sillano in Garfagnana, e in misura minore, ma non meno significativa e con gradi di intensità differenti, ci sono le altre due educatrici Donatella Castiglioni e Marcella Ricci.

Per la consulente «dall'analisi degli audio-video e dei comportamenti ripetuti ermerge come all'interno dell'asilo operasse un microgruppo coeso di educatrici improntate a metodi autoritari e rigidi di disciplina, composto da un leader (Ori Iacopa Sonia) e due “gregarie”, una delle quali in particolare, la Castiglioni, in funzione continua di sostegno e appoggio morale alla prima e poi l'altra Ricci che contribuiva aggiungendo “qualcosa di suo”.

I metodi. Audio e video riportano gli sculaccioni, le punizioni imposte ai bimbi (anche oltre 20 minuti in piedi rivolti verso il muro), la chiusura negli stanzini dove vengono lasciati piangere. Ma anche gli schiaffi, i piatti battuti in testa, il divieto di andare in bagno.

«Bimbi resi docili come i cani». Per la consulente era il “metodo” di lavoro delle tre educatrici che non lesinavano anche un maltrattamento psicologico tirando in ballo i genitori. «Dai filmati si vede che le tre maestre usano il riferimento alla solitudine dei bambini per accrescerne la debolezza e la docilità proprio come si fa con i cani – si legge nella perizia –. Ne consegue per i bambini un profondo disorientamento con conseguente aumento dell'ansietà

Bambini troppo viziati. Dall' ascolto attivo e dai report scritti di quanto detto a scuola tra di loro e ai bambini dalle educatrici «emerge una visione di educazione in cui a fronte di un genitore che “vizia” o “coccola troppo” il proprio bambino si oppone il loro modello “corretto” e “correttivo” contro quello dei genitori che indulgendo troppo con i loro figli sbagliano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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