Toscana
Monitoraggio dell’aria a Porcari nel 2017 si riaccende la centralina
Era stata spenta nel 2014 ed esclusa dalla rete regionale perché i dati erano gli stessi di Capannori La giunta della cittadina della Torretta ora vuole controllare nuovi dati e investe negli strumenti
PORCARI. La centralina di monitoraggio della qualità dell'aria sarà riaccesa entro il 2017. Ad annunciarlo è il vicesindaco di Porcari Leonardo Fornaciari, dopo la delibera della giunta e grazie ad un accordo tra Comune e Arpat. La stazione situata davanti alla scuola elementare in via Roma era stata spenta nell'aprile 2014, esclusa dalla rete regionale in quanto misurava valori identici a quella della vicina Capannori. E il Comune di Porcari vuole proprio evitare un doppione con il capoluogo della Piana.
La cittadina della Torretta farà un po' da apripista nello studio della qualità dell'aria. Che non se la passa bene dopo il recente allarme dell'organizzazione della sanità che ha indicato la Piana tra le aree italiane più inquinate per il livello di polveri sottili nell'ara.
«Non riaccendiamo la centralina per fare una fotocopia di Capannori, ma apriamo un fronte nuovo nella rivelazione delle Pm10» spiega Fornaciari che annuncia un investimento di 24mila euro per studiare e migliorare la qualità dell'aria. Saranno due gli obiettivi della centralina esistente dal 1996. Da una parte il monitoraggio degli ossidi di azoto e dei parametri meteo per un costo annuo di 17200 mila euro che include la gestione della stazione, degli strumenti e la pubblicazione giornaliera dei dati. L'altro obiettivo è l'aspetto dimensionale del particolato delle Pm10 tramite campagne di studio e test di prelievo. Due campagne di 15 giorni ciascuna (nella stagione invernale ed estiva) che va ad integrare la centralina di Capannori. La spesa in questo caso è di 6600 euro. «La proposta di Arpat risale al 21 settembre e la prossima settimana è attesa la firma della convenzione - dice Fornaciari -. Un investimento importante, con risorse del Comune, più alcune migliaia di euro di lavori in corso di adeguamento dell'impianto elettrico che sono in fase di esecuzione. Con questa approvazione vogliamo rendere di nuovo utile una struttura esistente evitando però di doppiare i parametri già rilevati da Capannori contribuendo al percorso scientifico di conoscenza del fenomeno delle polveri coordinato da Arpat».
Accanto alla riattivazione della centralina c'è un progetto ambizioso e innovativo che prevede di installare alcuni sensori sopra la copertura per "mappare" la qualità degli inquinanti. «Non solo quanti sono ma quali sono, ovvero la composizione, quindi risalire alla fonte e conoscere con più precisione le cause dell'inquinamento e adottare soluzioni e accorgimenti mirati, anche se la Piana viene considerata un territorio omogeneo. Questa proposta non è stata ancora quantificata nei costi da Arpat e coinvolgeremo anche gli altri comuni del piano di azione comunale, quindi Lucca, Capannori, Montecarlo ed Altopascio».
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