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«Fenomeno positivo, purché sia in regola»

«Fenomeno positivo, purché sia in regola»

LUCCA. «Il fenomeno degli “home chef”, i cuochi che cucinano a casa dei clienti, e degli “home restaurant”, dove invece si mette a disposizione degli ospiti la propria abitazione, si sta sempre più...

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LUCCA. «Il fenomeno degli “home chef”, i cuochi che cucinano a casa dei clienti, e degli “home restaurant”, dove invece si mette a disposizione degli ospiti la propria abitazione, si sta sempre più diffondendo e pertanto va preso in considerazione. Siamo contenti che nascano nuove attività e nuove forme di lavoro, purché, chi le esercita, sia in regola con la legge».

A dirlo è Valentina Cesaretti, direttrice di Confesercenti Toscana Nord, che lo scorso anno ha promosso anche un convegno sul tema. «A fronte di queste opportunità, come associazione di categoria, vogliamo però che siano garantiti anche i requisiti di base: un conto è un amico che dà una mano ad una festa privata, un conto è quando tutto ciò si trasforma in un mestiere. Quando pubblicizzi attraverso i siti, le pagine sui social network e i volantini, sei un imprenditore a tutti gli effetti e, come tale, devi possedere le qualità morali e professionali per esercitare, essere iscritto alla Camera di Commercio e pagare le tasse, aver partecipato ai corsi sull'igiene degli alimenti e lavorare in una cucina idonea. Quando uno di questi elementi, viene meno, allora parliamo di concorrenza sleale per le altre attività di somministrazione e ciò non si può tollerare».

Pollice in su, insomma, per la nuova moda, ma guerra aperta a chi non rispetta le regole. «In sostanza - prosegue - la discriminante è se sei un professionista o meno, se presenti il conto e fai pagare la cena oppure no. Su questo tema, stiamo anche lavorando a livello nazionale con il Ministero: è un'attività che va riconosciuta, ma svolta correttamente". A Lucca il fenomeno sta prendendo piede, anche se per adesso non risulta ancora così forte come in altre città. "A nostro avviso, è una moda bellissima, ma chi esercita deve garantire certe caratteristiche. La cucina idonea, per esempio, non è qualcosa di facile reperibilità nelle case e, adeguarla, richiede un certo impegno anche a livello economico. Da quanto so, l'Asl si sta adoperando per effettuare una serie di controlli, ma non è facile riuscire a rintracciare chi svolge questo mestiere in maniera irregolare, un po’ per il fatto che tutto avviene in abitazioni private, un po’ perché eventuali multe devono scattare al momento del pagamento del conto». (f.b.)

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