Il Tirreno

Lucca

Fascicolo sulle terme parla l’ex sindaco

di Alessandro Bientinesi
Fascicolo sulle terme parla l’ex sindaco

Tognarelli: «Sono sereno e disponibile a parlare con il procuratore» Nel frattempo la Lega Nord chiede verifiche sulla stabilità del terreno

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PIEVE FOSCIANA. «Sono sereno, quello che ho fatto nei miei 18 anni come sindaco l’ho fatto per tutta la comunità di Pieve Fosciana e non per un interesse personale. Per questo se la Procura di Lucca vorrà chiedermi qualunque cosa sulle questione delle terme sono a completa disposizione».

L’ex sindaco Antonio Tognarelli commenta così l’apertura di un fasciolo, al momento di semplici atti relativi, sulla vicenda delle terme. Costate 6 miliardi di vecchie lire, con mutuo spalmato tra il 1983 e il 2034, e mai utilizzate. E proprio questo avrebbe attirato l’attenzione della Procura. «Come ho già detto ho lasciato una struttura che andava solo completata - insiste Tognarelli -. Io la tenevo pulita, così come tutta la zona. C’erano riscaldamento e aria condizionata, le varie sale erano pronte, anche quella convegni, così come l’impianto elettrico era a norma. Tenevo pulita la fonte e la zona del laghetto e la controllavo. Non è un caso che tutti gli episodi di vandalismo ci siano stati dopo che non mi sono più potuto ricandidare».

Lo spreco di denaro, però, è evidente. «Come ho detto sono disponibilissimo, se verrò chiamato in causa, a parlare con le autorità che mi chiederanno di farlo sulla vicenda terme - aggiunge l’ex sindaco di Pieve Fosciana -. Certo, mi dispiace che sia andata così e la Procura abbia aperto un fascicolo. Ma ho la coscienza pulita. Ho documenti, testimonianze e foto che posso dimostrare quanto sto dicendo, in particolare che la struttura costruita necessitava di pochi interventi per essere funzionante. Il terreno instabile? La costruzione è fatta per poter resistere anche su un terreno argilloso».

Sulla vicenda è intervenuto anche in passato Simone Simonini, da pochi giorni commissario della Lega Nord per la Mediavalle e Garfagnana. «Credo che l’interessamento della Procura per la vicenda sia un elemento positivo - spiega Simonini -. Sono stato a Pieve Fosciana pochi giorni fa su invito proprio di alcuni cittadini che mi segnalavano come il laghetto di Prà di Lama si fosse allargato e il terreno presentasse ancora più “fratture” rispetto al passato. Oltre allo spreco di denaro, però, c’è da capire, con studi seri e di specialisti, se tutta la zona possa essere sicura o meno. Non è allarmismo come dice il sindaco Angelini, chiediamo solo verifiche più approfondite».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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