Gioco
Fascicolo sulle terme parla l’ex sindaco
Tognarelli: «Sono sereno e disponibile a parlare con il procuratore» Nel frattempo la Lega Nord chiede verifiche sulla stabilità del terreno
PIEVE FOSCIANA. «Sono sereno, quello che ho fatto nei miei 18 anni come sindaco l’ho fatto per tutta la comunità di Pieve Fosciana e non per un interesse personale. Per questo se la Procura di Lucca vorrà chiedermi qualunque cosa sulle questione delle terme sono a completa disposizione».
L’ex sindaco Antonio Tognarelli commenta così l’apertura di un fasciolo, al momento di semplici atti relativi, sulla vicenda delle terme. Costate 6 miliardi di vecchie lire, con mutuo spalmato tra il 1983 e il 2034, e mai utilizzate. E proprio questo avrebbe attirato l’attenzione della Procura. «Come ho già detto ho lasciato una struttura che andava solo completata - insiste Tognarelli -. Io la tenevo pulita, così come tutta la zona. C’erano riscaldamento e aria condizionata, le varie sale erano pronte, anche quella convegni, così come l’impianto elettrico era a norma. Tenevo pulita la fonte e la zona del laghetto e la controllavo. Non è un caso che tutti gli episodi di vandalismo ci siano stati dopo che non mi sono più potuto ricandidare».
Lo spreco di denaro, però, è evidente. «Come ho detto sono disponibilissimo, se verrò chiamato in causa, a parlare con le autorità che mi chiederanno di farlo sulla vicenda terme - aggiunge l’ex sindaco di Pieve Fosciana -. Certo, mi dispiace che sia andata così e la Procura abbia aperto un fascicolo. Ma ho la coscienza pulita. Ho documenti, testimonianze e foto che posso dimostrare quanto sto dicendo, in particolare che la struttura costruita necessitava di pochi interventi per essere funzionante. Il terreno instabile? La costruzione è fatta per poter resistere anche su un terreno argilloso».
Sulla vicenda è intervenuto anche in passato Simone Simonini, da pochi giorni commissario della Lega Nord per la Mediavalle e Garfagnana. «Credo che l’interessamento della Procura per la vicenda sia un elemento positivo - spiega Simonini -. Sono stato a Pieve Fosciana pochi giorni fa su invito proprio di alcuni cittadini che mi segnalavano come il laghetto di Prà di Lama si fosse allargato e il terreno presentasse ancora più “fratture” rispetto al passato. Oltre allo spreco di denaro, però, c’è da capire, con studi seri e di specialisti, se tutta la zona possa essere sicura o meno. Non è allarmismo come dice il sindaco Angelini, chiediamo solo verifiche più approfondite».
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