Il Tirreno

Lucca

Residenze anziani, rinviata la decisione

di Vincenzo Brunelli
Residenze anziani, rinviata la decisione

Bloccata l’aggiudicazione dell’appalto vinto dalla ditta «Agorà Italia» in attesa della causa di merito

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LUCCA. Due delle tre residenze anziani del comune di Lucca, la Pia Casa e Monte San Quirico, sono oggetto di una controversia legale a seguito della gara d'appalto da 12 milioni di euro indetta dal municipio cittadino. Il bando è stato espletato e aggiudicato alla ditta "L'Agorà Italia onlus" nel giugno dello scorso anno. Il Tar di Firenze, nel mese di luglio, ha annullato l'aggiudicazione e tutti i provvedimenti ad esso relativi accogliendo il ricorso della ditta seconda classificata, «La cooperativa sociale Proges srl». Ieri il Consiglio di Stato, respingendo l'istanza contro il provvedimento cautelare nei confronti della società vincitrice dell'appalto, ha fissato la causa di merito per il 12 gennaio 2017. La decisione definitiva è quindi rinviata, ma l'aggiudicazione della gara resta al momento bloccata proprio perchè sub iudice. Anche i sindacati si erano mossi a ridosso dell'assegnazione della gara perché ritenevano probabili alcuni tagli al personale per far quadrare i conti stimati «insostenibili». Stiamo parlando di circa 130 posti letto per anziani con diverse problematiche di salute, tra cui anche molti non autosufficienti al 100%, e oltre 180 dipendenti. Due strutture complesse quindi che dovevano rappresentare il fiore all'occhiello del Comune lucchese nel settore dell'assistenza agli anziani. Le motivazioni della sentenza del Tar avevano dato ragione sia alla ditta ricorrente che alle preoccupazioni dei sindacati. La società cooperativa «Proges srl», che aveva partecipato alla gara unitamente alla ditta contro-interessata, «L'Agorà d'Italia», aveva impugnato il provvedimento di aggiudicazione definitiva in favore di quest'ultima, deducendo plurime censure volte a dimostrare l'anomalia e l'insostenibilità economica dell'offerta dell'aggiudicataria (come risulterebbe dall'analisi del Piano economico finanziario) e, con il quinto motivo, l'illegittimità della mancata esclusione di L'Agorà d'Italia per avere quest'ultima, in violazione dell'art. 41 d.lgs. n. 163/2006 e del disciplinare di gara, prodotto una dichiarazione incompleta e comunque insufficiente ad attestare una capacità economica finanziaria adeguata all'esecuzione delle prestazioni oggetto della concessione. I giudici amministrativi del Tar di Firenze avevano risposto in maniera lapidaria affermando che: «Nel caso di specie, con la dichiarazione prodotta in gara da L'Agorà d'Italia, l'istituto bancario dichiarante si è limitato all'affermazione di "intrattenere rapporti" con la ditta aggiudicataria, senza alcuna ulteriore precisazione, il che con ogni evidenza non fornisce, per la neutralità dell'asserzione, nessuna utile ed idonea informazione sulla natura e la qualità di tali rapporti e, ancor meno, sulla capacità economica e finanziaria dell'impresa di farsi carico delle obbligazioni conseguenti all'eventuale aggiudicazione del servizio posto a gara». Conseguentemente «La stazione appaltante avrebbe dovuto procedere all'esclusione dell'aggiudicataria dalla gara essendo del tutto incontestato che, in materia di partecipazione ad appalti pubblici, l'art. 46, comma 1 bis, d.lgs. n. 163/2006 sulla tassatività delle cause di esclusione alla gara, giusta il rinvio operato ad altre disposizioni del medesimo Codice, tra cui anche all'art. 41, consente alla stazione appaltante di specificare nella legge di gara i requisiti di capacità economica finanziaria richiesti a pena di esclusione». Numerose dunque le problematiche irrisolte così come tante sono le domande alle quali bisognerebbe fornire risposte e far chiarezza. La parola al Consiglio di Stato per la decisione definitiva su una vicenda che ha già provocato scalpore e polemiche fin dall'annuncio del bando da parte del Comune per sanare e regolarizzare una situazione delicata che aveva visto già ben 12 proroghe alla società che ha gestito finora le due Rsa lucchesi.

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