Il Tirreno

Lucca

«L’amore e l’anima saranno immortali»

di Francesco Cosimini
«L’amore e l’anima saranno immortali»

Le parole di Blaise Pascal per dare l’ultimo saluto a Jessica Tigli. Tanti giovani ieri al funerale della 26enne di Careggine

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CAREGGINE. C'è il sole ad illuminare Colli di Capricchia, piccola frazione di Careggine, quando il feretro di Jessica Tigli arriva nella piccola chiesetta parrocchiale. La sua bara coperta da candide rose come il suo sorriso e calde gerbere arancioni quasi a ricordare il calore della sua ardente voglia di vivere. Davanti a lei mamma Stefania e babbo Ivano, straziati dal dolore. Lo stesso provato nel 2003 quando, a soli 15 anni, un altro tragico incidente stradale si era portato via, a Pontestazzemese, il figlio Michele. Jessica fu testimone di quel dramma dal quale la famiglia Tigli provò a riprendersi trasferendosi proprio a Colli di Capricchia. Volevano allontanare il ricordo del lutto che ieri, invece, è stato vissuto nuovamente. In un tragico e ingiusto destino.

A salutare dolorosamente Jessica, in una funzione religiosa semplice e composta, c'era anche Aldo Davide. L'uomo del quale si era innamorata, lo stesso verso cui provava quei sentimenti forti che entrambi avevano deciso di condividere sulle loro pagine Facebook. Un fidanzamento ufficiale suggellato da frasi di amore e passione. Di speranza per un futuro felice insieme. «Ti amo piccola mia», lui e «Ti amo amore», lei. Questo il loro ultimo scambio di messaggi.

Un’ora prima la gioia di vivere, poi quel terribile schianto in Versilia, luogo che amava e dove lavorava. Risale alla tragica notte tra il 9 e il 10 ottobre. Dopo una serata con le amiche a Marina di Pietrasanta lo schianto: la Saxo che esce di strada, si cappotta e finisce quasi per spezzarsi contro un albero. Il corpo di Jessica Straziato, quella dell’amica, Giulia Genovesi, riporta delle gravi ferite. Ma Giulia ce la farà, mentre per la ragazza che da più di dieci anni abitava nel Comune di Careggine non c’è alcuna speranza. Quel destino ingiusto e crudele che si è abbattuto sulla famiglia Tigli nel 2003 torna a chiedere il suo conto. E per questo, ieri, attorno alla famiglia di Jessica e al fidanzato Aldo Davide, c’è stato l'abbraccio di una chiesa piena di persone a manifestare fino al sagrato l'affetto per questa ragazza benvoluta da tutti.

Ieri, in una giornata di sole che Jessica avrebbe utilizzato per un giro al mare in Versilia o nei boschi con il suo cane e il suo fratellino, erano in tantissimi a salutarla per l'ultima volta: i parenti, gli amici di sempre e quelli nuovi conosciuti durante i cinque anni di lavoro all'Augustus. Colleghi, conoscenti, paesani ed anche il sindaco di Careggine Mario Puppa.

In sostanza, tutti quelli che ruotavano attorno alla sua vita erano lì per lei: chi con la testa china, le braccia conserte, alcuni col viso rigato dalle lacrime ed altri stretti in un abbraccio per farsi forza reciproca. La stragrande maggioranza giovani. A questi s'è rivolto nella sua omelia Don Antonio, parente della famiglia, che ha celebrato la messa con Don Giuliano Salotti.

«Tenete vivo il ricordo di Jessica e tenete stretta la vita - ha detto Don Antonio -. E cercate sempre di seguire il giusto spirito».

Il sacerdote ha poi rivolto delle belle parole di caloroso conforto e speranza al babbo Ivano ed alla mamma Stefania e a tutta la famiglia Tigli. Alla fine della funzione il feretro, prima di essere spostato verso il vicino camposanto, è uscito dalla chiesa ed è stato accolto da uno scroscio di applausi e dalle ultime lacrime di chi le voleva bene.

Tutti se la ricorderanno attraverso le parole di Blaise Pascal, quelle scelte dai familiari per il retro di una medaglia con su un lato la foto di Jessica. «E noi seguiteremo ad amarti, perché l'amore è dell'anima e l'anima è immortale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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