Il Tirreno

Lucca

Attesi 5.000 visitatori al Polo Fiere

Il sindaco Tambellini salta il vertice Anci per venire: «Meglio essere qui che a Bari»

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LUCCA. Cinquemila visitatori da tutto il mondo che, fino a domani, convergeranno al Polo Fiere di Sorbano per la ventitreesima edizione del Miac.

Un anno che si conferma con numeri da record con 170 espositori, il 30% dei quali provenienti dall’estero. La fiera internazionale dell’industria del cartario si conferma in buona salute così come il comparto a cui si rivolge, che si dimostra a prova di crisi e riesce a crescere a dispetto delle congiunture negative. Per capire che la fiera sia in crescita costante basta passeggiare tra gli stand del polo tecnologico, dove la lingua madre è l’inglese, in alcuni casi il tedesco, e dove ormai da un paio di anni si registra il tutto esaurito degli spazi a disposizione, con aziende che scelgono addirittura di essere al primo piano pur di essere presenti a Lucca.

La forza del Miac sta proprio in questo: nel fatto di trovarsi al centro del Mediterraneo nel cuore del distretto cartario più importante di Europa, con le cartiere e le aziende metalmeccaniche della filiera che, per l’occasione, aprono le loro porte ai visitatori e ai clienti provenienti dall’estero. E poi, ancora, i convegni per gli addetti ai lavori e la formazione continua ad alto livello per gli operatori.

Inevitabile quindi anche il benvenuto da parte della politica, con il taglio del nastro e poi il punto sullo stato di salute dell’intero settore che si presenta come una delle principali fonti di ricchezza per il territorio. Non c’erano (come era stato annunciato in un primo momento) il presidente della provincia – e sindaco di Capannori – Luca Menesini, e il sindaco di Porcari Alberto Baccini, entrambi a Bari per l’elezione del nuovo presidente dell’Anci. Presente invece il primo cittadino di Lucca a fare gli onori di casa: «Alcuni sindaci non sono presenti – ha detto Alessandro Tambellini nel momento in cui ha preso la parola – io ho preferito essere qua piuttosto che a Bari, perché questo appuntamento è troppo importante per il nostro territorio. Il terziario, infatti, non basta e senza manifatturiero la nostra economia non va avanti». (a.p.)

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