Il Tirreno

Lucca

L'ex senatore si rivolge all'assessora con un riferimento sessuale, scoppia la polemica

Il consigliere Piero Angelini e l'assessora Serena Mammini
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Il consigliere Piero Angelini e l'assessora Serena Mammini

Scontro in consiglio comunale, Angelini, capogruppo di Governare Lucca, attacca Serena Mammini: "E' presa da un orgasmo interno che le fa usare toni esagitati". Lei lo racconta su Facebook. Lui ribatte: "Non era allusione sessuale, non mi scuso"

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LUCCA. "L'assessore Mammini è impegnata nel suo ruolo ma dal 31 maggio scorso è presa da un orgasmo interno che le fa usare toni troppo esagitati". Così Piero Angelini, capogruppo di Governare Lucca, già senatore della Repubblica, ha apostrofato l'assessore all'urbanistica Serena Mammini durante durante il consiglio comunale di martedì 11 ottobre.

Erano circa le 23 e la discussione era incentrata sulla variante urbanistica presentata per l'approvazione del consiglio. Serena Mammini ha illustrato la proposta di variante per il cambio di destinazione d'uso di due edifici comunali prossimi alla vendita all'asta, l'ex oleificio Borella e l'ex sede della Guardia di finanza: potranno essere riqualificati come uffici, locali commerciali, appartamenti. Un provvedimento da sempre avversato da Angelini.

Le parole all'indirizzo dell'assessora sono sembrate cadute nell'indifferenza dell'assemblea. Lei ha riportato il fatto su Facebook col seguente post: "Durante il consiglio comunale di stasera un consigliere comunale, forse ingalluzzito, ha detto che "dal 31 maggio* sono presa da orgasmo interno". Avrei voluto chiedere maggiori dettagli sulla questione (che mi incuriosisce) ma ho preferito sorvolare. Queste affermazioni parlano da sole. Salute a tutti". E poi ha specificato che "lo scorso 31 maggio è stato adottato il Piano Strutturale di Lucca, durante la notte, dopo ore di pregiudiziali e interruzioni continue per non fare nemmeno iniziare la discussione. Il piano dilatorio di alcuni consiglieri non ebbe fortuna e forse non gli è andata giù".

Interpellato, Piero Angelini non cerca di smentire, anzi. "Ho detto che era esagitata, perché non stava ferma e diceva cose che non c’entravano col dibattito - spiega - Fare il piano strutturale è un compito impegnativo e lei non è in grado di sopportarlo. Ho detto che era presa da orgasmo interno: non penserà mica che volessi alludere a qualcosa di sessuale? Io mi riferivo al fatto che lei è così piena di sé da scoppiare: secondo le mie buone letture è da intendersi così. Se la Mammini pensa a un’affermazione sessista, vaneggia". Si scuserà? "Non mi scuso - risponde Angelini - C’è un difetto di comprensione dell’italiano che non ha nulla a fare col sesso ma col cervello". Si sente un po’ Trump? "Figuriamoci - ribatte - non lo voterei nemmeno".

"In un momento in cui l'attenzione sul rispetto alle donne è portata al massimo livello (basti pensare al caso Trump di questi giorni), perché soprattutto le nuove generazioni non adottino comportamenti anche verbali lesivi della dignità delle donne, ecco che un consigliere comunale, di esperienza, non certo uno al primo mandato, si permette di cercare di delegittimare il lavoro di un'assessora con espressioni che dire da bar è fare un complimento - e il commento, sempre su Fb, di Daniela Grossi, presidente della commissione pari opportunità del Comune di Lucca -. Espressioni che involgariscono soprattutto chi le pronuncia, ma che significano molte cose: la pochezza degli argomenti reali di opposizione al lavoro dell'assessore Serena Mammini; l'abitudine a concepire le donne evidentemente solo in certi ambiti da parte di alcune persone, che il lavoro di educazione al rispetto delle donne deve partire anche dagli scranni più alti e non solo dalle scuole. Mi spiace dire questo, mi sarei attesa una ferma ed immediata condanna da parte di chi coordina quei contesti, invece non leggo nulla di tutto ciò. Le scuse, all'assessore Mammini (a cui va la nostra solidarietà e vicinanza) e alle donne, sono il minimo che ci aspettiamo".

 

 

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