Gioco
Stalli blu gratis, spiraglio dal Comune
Porte chiuse invece all’altra proposta di Confcommercio di spegnere i varchi in orario serale per agevolare lo shopping
LUCCA. Chiusura totale da parte del Comune alla proposta del presidente di Confcommercio Ademaro Cordoni (lanciata a più riprese anche dal presidente della commissione centro storico di Confcommercio Giovanni Martini) sullo spegnimento dei varchi telematici in fasce orarie serali per consentire un accesso agevolato al centro storico e favorire così anche le attività commerciali. Ma sull’altra proposta di Cordoni di prevedere fasce orarie pomeridiane di sosta gratis negli stalli blu sui viali, sempre col medesimo scopo, l’assessore al commercio Giovanni Lemucchi apre uno spiraglio.
«Sullo spegnimento dei varchi - spiega - ci sono stati sempre problemi, vedo complicato intervenire. Anche la gratuità degli stalli blu in fasce orarie è una questione complessa: posto che le tariffe dei parcheggi a Lucca sono tra le più basse, l’impatto di una misura del genere sui conti è consistente, c’è da capire se il gioco vale la candela perché comporterebbe sacrifici economici importanti per il Comune. Una verifica penso che la faremo durante una riunione di giunta con i dati di Metro alla mano. Capisco che potrebbe aiutare il commercio ma ci sono compatibilità finanziarie da tenere in considerazione. Quanto alla richiesta di Cordoni sul parcheggio nell’ex Manifattura confermo che stiamo lavorando in questo senso».
Davanti alla lunga serie di chiusure di negozi storici negli ultimi anni, da Buchetti a Tenucci, fino a Lenci che chiude l’ultimo negozio il 22 ottobre per dirne alcuni - come riportato nella nostra inchiesta sul Tirreno del 9 ottobre, Lemucchi non nasconde la preoccupazione. «I negozi, in particolare di abbigliamento, sono in difficoltà. Un grosso problema è rappresentato dai centri commerciali, dalla vendita su internet, dal cambiamento delle abitudini a comprare, specialmente dei giovani. Il fatto è che non vanno male solo i negozi del centro: anche in periferia molti sono in difficoltà».
Un problema sono anche i fondi del centro storico affittati a prezzi esosi, troppo alti per un privato, abbordabili per i franchising. «L’amministrazione - spiega Lemucchi - non può entrare nel rapporto fra proprietà e impresa. Più che imporre la tariffa massima di Imu sui fondi commerciali sfitti non potevamo fare. Non possiamo obbligare un imprenditore a mettere su un’attività in un luogo determinato. Anche se negli anni l’amministrazione ha potuto dare un indirizzo forte in alcuni aspetti al centro storico: come il divieto di aprire altri kebab, di aprirvi attività invasive come una carrozzeria, di aprirvi sexy shop e altre attività non consone. L’ultimo provvedimento è la moratoria per evitare nuove aperture di fast food e altre rivendite di cibi e bevande nel centro storico».
La moratoria però, siglata un anno fa, ha una scadenza, anzi due. Come conferma l’assessore Lemucchi, scadrà nel 2018 per l’ambito 1, quello del “quadrilatero romano” del centro storico, nel 2017 per l’ambito 2, corrispondente alla fascia che lo circonda. «Per la scadenza del 2017 - anticipa l’amministratore - stiamo studiando come prolungare la moratoria. Sarà una previsione per la tutela del centro storico contenuta nel piano delle funzioni. Penso che non lasceremo perdere questo paletto: vediamo tante città d’arte in cui i fast food ormai si trovano sotto monumenti di inestimabile valore storico e artistico», conclude Lemucchi.
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