La protesta
«Mai più un soldo per le terme»
Il sindaco Angelini: faremo solo la messa in sicurezza, abbiamo contattato due università
PIEVE FOSCIANA. Centomila euro da versare nel biennio 2017-18 poi ancora 16 rate fino al 2034 da 20.000 euro ciascuna per altri 320.000 euro. Se è difficile quantificare i costi del passato per le varie vicessitudini, certe sono le cifre che il comune di Pieve Fosciana dovrà ancora pagare per estinugere il mutuo acceso per realizzare lo stabile delle termine. Un’eredità pesante del progetto partito nel 1982 concretizzatosi poi negli anni successivi con il sindaco Antonio Tognarelli, un intervento da sei miliardi delle vecchie lire che si trova ormai abbandonato da oltre 15 anni.
«Non investiremo nemmeno un altro euro sulle terme se non per la messa in sicurezza», dice il sindaco Francesco Angelini che ha vissuto tutta la storia prima dai banchi dell'opposizione poi come assessore nell'amministrazione Pieroni e da cinque anni nelle vesti di primo cttadino. Le terme ed il lago Prà di Lama sono tornate alle cronache per il cedimento della strada che conduce appunto alla sorgente di acqua sulfurea. Un’ordinanza comunale ha ordinato lo stop al traffico veicolare, mentre Simone Simonini, referente di zona per la Lega Nord ha portato la vicenda alla ribalta sino al consiglio regionale.
«Faccia pure il politico e dica quello che vuole – risponde Angelini – ma non mi metta in bocca cose che non ho mai neppure pensato. Nessuno della mia amministrazione ha mai parlato di interventi in quell'area. Non possiamo permetterci di spendere altri soldi in quel sito visto il mutuo che dobbiamo estinguere e inoltre sappiamo da sempre che quella non è un'area sicura, da sempre è in continuo movimento. L'attuale lago nasce da una depressione e non da laghi già esistenti. I cittadini conoscono la storia e sanno anche quale sono state le mie dichiarazioni».
In effetti la comunità di Pieve Fosciana è dalla parte del sindaco come dimostra l'oltre 70% di preferenze che hanno rieletto Angelini nello scorso mese di maggio: «Simonini continui pure a fare valutazioni e nella sua azione politica, ma non deve creare allarmismi infondati – prosegue il sindaco – noi ci dobbiamo preoccupare della sicurezza del sito. Purtroppo gli atti vandalici sono periodici e non è semplice tenere in sicurezza l'edificio, ma da 15 anni ci stiamo impegnando con i nostri operai. Chiunque può fare valutazioni sull'area, sono passati da lì imprenditori del termalismo toscano e nazionale ed anche gruppi russi, americani ed australiani. Nessuno è andato fino in fondo, non solo per la criticità dell'area. Tognarelli dice che lo stabile è sicuro?
«Lo dicano i tecnici, io non gli addosso nessuna responsabilità, lui ha fatto una scelta politica, dovevano essere i tecnici a fermarlo. Possibile che la struttura sia sicura? Vedremo, noi speriamo che due Università che abbiamo contattato possano venire a dircelo. Stanno valutando se compiere gli studi in proprio o se far venire dei laureandi per le loro tesi o se chiederci un finanziamento economico che dovremo valutare se potremo sostenere».
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