Gioco
Nessuno vuole i punti di ricarica elettrici li gestirà il Comune
Case e colonnini costruiti nel 2015 con i fondi regionali Mai entrati in funzione per il mancato interesse di privati
LUCCA. Due casottini prefabbricati dedicati alla sosta e alla ricarica di veicoli leggeri, bici elettriche, motorini e auto. Più altri sei punti di ricarica “liberi” ma solo per le biciclette. Il costo? 321.510 euro finanziati dalla Regione Toscana. Dovevano inizialmente essere usate da Comune, Provincia e Arpat, poi si pensò di rendere l’utilizzo pubblico. A tutti gli effetti il progetto, che prese avvio nel 2010, fino ad oggi non è mai stato utilizzato. Anche se qualcosa, finalmente, sembra muoversi e per inizio 2017 chi vuole ricaricare il proprio mezzo elettrico potrà, forse, riuscirci.
I due casottini sono stati costruiti al parcheggio Carducci e al parcheggio dell’ex Campo di Marte. A queste “Solar Bike Station” dovevano avere accesso solo un numero ristretto di utenti. I colonnini di ricarica, uno in piazza Carducci, uno in piazza San Ponziano, uno in via Dante Alighieri, uno in via Piaggia, uno nei pressi del San Luca e infine ad Anatroccoli in via Paladini, sono stati costruiti tutti entro la fine del 2015.
Il vero problema inizia a sorgere a luglio del 2015, quando il Comune avvia una procedura di manifestazione di interesse per soggetti interessati alla gestione del sistema di ricarica elettrica.
Il problema è che nessuno si fa avanti alla scadenza del 30 settembre 2015. Termini prorogati ma ancora nessun interesse. Passano i mesi e a gennaio 2016 la giunta opta per una gestione diretta degli impianti.
«Il sistema per come era stato progettato era un sistema “chiuso” - spiega l’assessore Francesco Raspini -. Per questo abbiamo deciso, insieme agli uffici tecnici, di renderlo il più aperto possibile e con ricarica gratuita. Per fare questo, però, è stata necessaria un’altra variazione di bilancio».
Sì, altri 20mila euro circa. Per un’analisi tecnica e per la modifica del sistema di gestione per renderlo aperto. La variazione di bilancio avviene ai primi di agosto di quest’anno. Per la parte economica si individua la soluzione in grado di ridurre i costi di gestione.
Per la parte tecnica il Comune si rende conto che, così come studiato inizialmente, il servizio è poco appetibile (prendere una scheda, registrarsi, andare ai punti di ricarica, ecc.). Quindi uso free per le utenze, con nessun costo di accesso, modalità di abilitazione più semplici. Intervento che, però, richiede poco meno di 2mila euro per modificare il software e che il Comune prevede di concludere entro la fine di ottobre.
«Altro aspetto importante - spiega Raspini - è informare l’utenza sulla presenza di questi punti di ricarica. Oltre che sul sito web istituzionale anche su appositi portali pubblicamente visibili a livello nazionale». Dopo questi interventi, con già a bilancio anche 5mila euro per la manutenzione del sistema e altri 4mila per le polizze assicurative, finalmente si potrà ricaricare i propri mezzi elettrici. Anche se il progetto, così come disegnato dalla Regione, forse era troppo all’avanguardia rispetto alla reale richiesta degli utenti.
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