Gioco
Un comitato per frazione per promuovere il sì
A Capannori previsti 40 gruppi di lavoro in vista del referendum del 4 dicembre I favorevoli alla riforma costituzionale si affidano al tradizionale porta a porta
CAPANNORI. A detta dei suoi sostenitori la riforma costituzionale, al centro del referendum del 4 dicembre, è una grande innovazione. Ma il Comitato per il sì di Capannori, che vede in prima fila il sindaco Luca Menesini, si affida all’antico per promuovere il nuovo. Ai social network si preferirà il faccia a faccia, l’incontro con i cittadini attraverso il vecchio sistema del porta a porta, in modo da comunicare direttamente le proprie ragioni.
Un lavoro capillare e immenso, che richiederà una forte presenza sul territorio. Ed è proprio quella macchina che ieri mattina è stata presentata a Capannori da Menesini e dai coordinatori del Comitato del sì Davide Del Carlo e Laura Lionetti. Con loro diversi simpatizzanti e amministratori che si sono schierati a favore della riforma (con esponenti del Pd, della lista civica e dell’Udc).
«Quella della riforma costituzionale – ha detto il sindaco di Capannori – è un’occasione storica per fare un passo in avanti, per risolvere problematiche che non sono sempre nuove, ma che in alcuni casi emersero addirittura al momento dell’approvazione della Carta Costituzionale». Una riforma, viene evidenziato, che non cambia i principi fondamentali della Costituzione, ma che riguarda il funzionamento delle istituzioni. Un cambiamento che divide l’elettorato in due parti, tra chi non lo ritiene utile (se non addirittura dannoso) e voterà no, e chi invece, come Menesini, lo ritiene indispensabile («C’è bisogno di cambiare e dobbiamo lavorare per farlo, io ci metto la faccia») e si schiera con il sì. Nel mezzo, forse la maggioranza degli italiani, chi ancora non si è formato un’opinione, chi non ha ancora ben capito, al di là degli slogan che arrivano da una parte e dall’altra, la sostanza della questione.
E per spiegare quelle che sono le proprie ragioni il Comitato del sì sceglie la strada del confronto diretto. Per farlo nascerà un comitato in ogni singola frazione che vista la sua estensione, nel caso di Capannori, vuol dire quaranta comitati. Almeno 200 persone (ogni comitato deve avere almeno 5 componenti) per un’azione che vuole essere il più possibile capillare. Sul territorio, e non solo: «Per portare l’informazione nelle case vogliamo fare un’azione puntuale e precisa – riprende Menesini – e vogliamo fare un’azione che possa strabordare anche oltre i confini comunali».
Al momento sono 16 i comitati già creati, a Capannori, Lunata, Castelvecchio di compito, Marlia, Lammari, Tassignano, Massa Macinaia, Santa Margherita, San Ginese, San Gennaro, Coselli, Verciano, Guamo, San Giusto di Compito, Pieve di Compito e Colle di Compito.
Ma a fianco deil lavoro dei comitati sono previste anche altre attività. Tra queste gli incontri come quello in programma domani (alle 9,30 nella sala dei donatori del sangue di Lunata) con il costituzionalista Stefano Ceccanti: «Sarà l’occasione – ha spiegato Davide Del Carlo – per entrare nel merito della riforma, per dare un’informazione che non sia strumentale».
L’altra coordinatrice del Comitato Laura Lionetti sottolinea la volontà di coinvolgere i giovani, con la creazione di un Comitato specifico, e non solo a Capannori, ma anche a Lucca e nel resto della Piana, «dando vita a iniziative rivolte agli under 30».
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