Il Tirreno

Lucca

La difesa delle presunte bulle: insultate e aggredite

di Alessandro Bientinesi
La difesa delle presunte bulle: insultate e aggredite

Lucca: parlano le adolescenti accusate di aver minacciato una compagna. Avrebbero cercato un chiarimento ma sarebbero state attaccate dai suoi genitori

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LUCCA. Non ci stanno a passare per bulle. Dicono di essere state fraintese dalla compagna di scuola che le accusa, invece, di aver ricevuto pesanti minacce da parte loro. E poi spiegano che non c'è stata nessuna resa dei conti lunedì scorso, quando prima la mamma e poi il padre della vittima le avrebbero, invece, insultate dopo essere intervenuti a difesa della figlia.

«Nessuno ha accerchiato lunedì la nostra compagna di scuola, come ha dichiarato la madre - spiega il gruppo di studentesse accusate di bullismo -. Una di noi aveva avuto, per motivi di gelosia, una discussione nei giorni scorsi con questa compagna di scuola. Sabato 1 ottobre, all'uscita di scuola, le aveva chiesto di scusarsi per quello che stava dicendo su di lei. La discussione non è stata accesa e loro si sono date appuntamento per lunedì per chiarire definitivamente la vicenda».

La discussione tra adolescenti, in realtà, coinvolge anche altri giovani, praticamente tutte ragazze. «Ho consigliato alla nostra compagna di chiedere scusa per le voci che aveva messo in giro, altrimenti il lunedì avrebbe rischiato che qualcuno la gonfiasse - spiega una giovane -. Non voleva essere una minaccia, volevo solo consigliarle di non dire più cose non vere sul conto di una nostra amica».

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La vittima, in realtà, prende molto sul serio queste intimidazioni, ne parla ai familiari. E già il sabato mattina il padre si presenta alla caserma dei carabinieri per segnalare che la figlia era stata minacciata da un gruppetto di coetanee, tutte tra i 15-16 anni. E lunedì mattina la ragazza si fa accompagnare all'ingresso di scuola dalla madre. E lì viene subito affrontata dalla compagna con la quale aveva avuto il diverbio pochi giorni prima. «Volevo concludere il discorso iniziato il sabato ma non le sono andata incontro con un tono minaccioso, anzi. Ho evitato di farmi accompagnare dalle amiche per evitare che si sentisse a disagio - spiega una delle giovani accusate -. Dopo un po' è intervenuta la madre e il suo tono di voce e alcuni insulti nei miei confronti hanno attirato l'attenzione di alcuni studenti e insegnanti che erano lì vicino».

Secondo questo racconto, dunque, nessuno avrebbe accerchiato madre e figlia. Ma le persone sarebbero arrivate attirate dalla discussione. «All'uscita di scuola, poi, c'era anche il padre, ma non è vero che lui ha chiamato la polizia - dicono le ragazze -. Siamo state noi a sentirci minacciate da ciò che ci diceva e per questo abbiamo chiamato noi i carabinieri e poco dopo sul posto è arrivata una volante della polizia».

Nessuna delle ragazze, al netto delle contro accuse di minacce ricevute dai genitori della presunta vittima di bullismo, ha sporto denuncia. «Per il momento non lo abbiamo fatto anche perché abbiamo paura di quelle che potrebbero essere ulteriori conseguenze - raccontano le adolescenti -. Abbiamo chiesto un incontro con la nostra compagna davanti alla preside ma l'episodio è accaduto fuori dalla scuola e, dunque, non crediamo possa intervenire». Come detto nessuna denuncia incrociata, anche se martedì la ragazza non si è presentata a scuola e il giorno successivo è stata nuovamente accompagnata dalla madre.

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