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L’ex assessore Chiari accusa «Scelte errate sull’ex oleificio»
LUCCA. Sulla vicenda dell’ex Bertolli ed ex oleificio Borella interviene, dopo la dichiarazione dell’assessore Serena Mammini a Piero Angelini, anche l’ex assessore Marco Chiari. «Entro nel merito in...
LUCCA. Sulla vicenda dell’ex Bertolli ed ex oleificio Borella interviene, dopo la dichiarazione dell’assessore Serena Mammini a Piero Angelini, anche l’ex assessore Marco Chiari. «Entro nel merito in quanto chiamato indirettamente in causa avendo fatto parte della vecchia amministrazione - spiega Chiari -. All'affermazione che il Comune non è una immobiliare Mammini risponde affermando che la passata amministrazione si era posta come tale. In realtà la vecchia amministrazione aveva stabilito negli immobili delle destinazioni ben precise e con dei vincoli molto ristrettivi. Oggi viene presentata una variante semplificata che, al di fuori di quello che sarà la procedura presenta al suo interno, ha destinazioni d'uso variegate. Tutto sarà permesso, ma manca la destinazione industriale ed artigianale ed allora per dare maggior completezza alla variante stessa perché non inserire anche quelle, nel mucchio tutto ci può stare».
Chiari accusa l’assessore Mammini di mancata programmazione. «Un amministratore che si occupa di urbanistica dovrebbe avere ben chiare le funzioni di cui una città necessita e dovrebbe dare indicazioni ben più precise sullo sviluppo del territorio - spiega Chiari -. Lei parla di una amministrazione che si era posta come immobiliarista e questa non pare una pura e semplice speculazione immobiliare? Dare tutte le possibilità vuol dire cercare solo di rendere più appetibile un immobile al fine di ricavare quanto più possibile denaro, fregandosene delle esigenze e necessità della città che amministra. Questa è pura e semplice speculazione immobiliare ed ancora più grave è il fatto che la faccia proprio il Comune da lei rappresentato».
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