Gioco
Viabilità e sottopassi, spunta una nuova idea
Proposta alternativa del consigliere Pd Angelini per evitare conseguenze su vivibilità e paesaggio
CAPANNORI. Nuova viabilità e sottopassi, il dibattito è servito. E mentre il Comune attende i risultati degli studi sui flussi di traffico, propedeutici alla progettazione dei sottopassi ferroviari, non mancano ipotesi alternative all'interno della stessa maggioranza sui progetti definitivi che l’amministrazione dovrà presentare, entro dicembre, a Rfi, in vista dell'eliminazione degli attuali nove passaggi a livello.
Un contributo, così definisce la sua proposta progettuale il consigliere comunale del Pd e presidente della commissione urbanistica Guido Angelini: «Tre sottopassi, tutti camionabili, uno a Pieve San Paolo e Santa Margherita e un altro a Tassignano in località Baccioni». Ed è soprattutto questa la proposta alternativa: «A Tassignano niente bretellina alla chiesa, ma un sottopasso in via dei Baccioni, a ovest di Tassignano, con raccordo con via del Casalino, come previsto dal regolamento urbanistico».
E poi «un sottopasso camionabile a Pieve San Paolo, anche questo previsto nell'attuale regolamento urbanistico, e un nuovo sottopasso in via della Madonnina (a est di Santa Margherita) con rotatoria al bivio con via degli Scatena e prosecuzione verso il tronchetto ferroviario nella direzione del Pip di Carraia, col sovrappasso autostradale, e ricongiunzione a sud del Pip di Carraia con la rotonda della Sarzanese Valdera. Infine, la realizzazione di due sottopassi ciclopedonali in via dei Malfatti e in via delle Volpi. Un'opera che richiede l'approvazione di una variante al regolamento urbanistico e una valutazione d'impatto ambientale da parte di Rfi».
Per Angelini è opportuna «una fase di valutazione tecnica e politica in consiglio comunale verso un minore impatto ambientale e paesaggistico, con l'esclusione di grandi opere, riducendo il consumo di suolo e il traffico veicolare sui centri abitati. Una proposta progettuale che sia più conforme possibile alle opere infrastrutturali contenute nell'attuale regolamento urbanistico».
Nessun dubbio poi sul raddoppio ferroviario, «un'opera infrastrutturale attesa da molti anni, fondamentale, rendendo più funzionale il nuovo scalo merci del Frizzone da potenziare, e favorendo l'attivazione dei tronchetti ferroviari, che fra l'altro non sono più rinviabili, in quanto già gli studi sui flussi per la grande viabilità evidenziavano che il 70% del traffico veicolare pesante è sull'asse est-ovest».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google