Gioco
Sciopero contro le pressioni dell’azienda
PORCARI. Massiccia adesione all'assemblea sindacale e allo sciopero di un'ora dei lavoratori della Snai, l’iniziativa proclamata ieri in risposta alla condotta dell'azienda, che, disattendendo gli...
PORCARI. Massiccia adesione all'assemblea sindacale e allo sciopero di un'ora dei lavoratori della Snai, l’iniziativa proclamata ieri in risposta alla condotta dell'azienda, che, disattendendo gli accordi sindacali, per la gestione della crisi aziendale avrebbe fatto ricorso a colloqui personali con i singoli dipendenti. Pressioni giudicate «scorrette e inaccettabili» dai sindacati che hanno organizzato l'assemblea sindacale che si è svolta all'esterno dei cancelli della sede di Porcari.
Il tavolo nazionale fissato per il 10 ottobre per definire il nuovo piano industriale e gestire la questione degli esuberi è confermato, ma gli ultimi sviluppi hanno provocato l'inasprimento della vertenza. Il colosso delle scommesse ha avviato un progetto di riorganizzazione per gestire la crisi che dovrebbe essere presentato nei dettagli al prossimo incontro. Secondo quanto annunciato a luglio il nuovo piano prevederebbe circa 90 esuberi a livello nazionale, 54 dei quali proprio nella sede di Porcari, il 60% dei quali alla sede di Porcari, quella dove sono al lavoro 498 dipendenti su 720, a cui si aggiungerebbero i 25 trasferimenti previsti da Lucca a Milano e Roma. Una vertenza complessa che tiene col fiato sospeso i lavoratori e le loro famiglie. A complicare la vertenza, a una settimana dal vertice nazionale a Firenze tra proprietà e sindacati, anche la situazione dei dipendenti del gruppo Cogetech ("assorbiti" da Snai) del commercio a cui è applicato il contratto del terziario e servizi che non prevede ammortizzatori sociali, a differenza dei lavoratori della Snai inquadrati nel settore metelmeccanico.
«Chiediamo un piano di rilancio e garanzia concordato con le organizzazioni sindacali, perché il tempo a disposizione è concluso e se l'azienda continuerà con questo comportamento ci saranno altre iniziative», dice Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom del gruppo Snai.
Allo sciopero di ieri, come preannunciato, non ha aderito la rappresentanza sindacale aziende, la Rsa, che fa capo alla Filcams Cgil. I lavoratori del settore del commercio si riuniranno giovedì. Una divisione (solo nel metodo, non sulle ragioni dello sciopero come precisato) che sarà ricomposta in vista del summit del 10 ottobre. (n.n.)
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