Il Tirreno

Lucca

Pera per il Sì, in platea c’è Verdini

Pera per il Sì, in platea c’è Verdini

L’ex presidente del Senato, insieme a Giuliano Urbani, ha presentato il suo comitato per il referendum

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LUCCA. Seduto in prima fila c’è anche Denis Verdini, a sentire due storici esponenti della “prima” Forza Italia (quella della discesa in campo del 1994, per intenderci), l’ex presidente del Senato Marcello Pera e l’ex ministro Giuliano Urbani presentare in sala Tobino della Provincia il comitato Liberisì, favorevole alla riforma costituzionale con un’ottica moderata e di centrodestra. In tanti hanno partecipato all’appuntamento, fra professionisti, amministratori in carica (come il sindaco di Porcari Alberto Baccini) o meno, parlamentari.

Nel suo intervento il presidente emerito del Senato ha dapprima fatto la storia dei tentativi di riforma della Costituzione, tentati e falliti per poi entrare nel merito della riforma, elencando gli elementi positivi: «La riforma costituzionale elimina il bicameralismo paritario, che esiste solo in Italia, correggendo l'estenuante procedura legislativa del ping- pong tra le due camere, lasciando l'ultima parola alla Camera dei Deputati. I senatori saranno ridotti a 100, riducendo anche i costi della politica. Si riforma il titolo V della Costituzione, per cui vengono ricondotte alla Stato le materie concorrenti attribuite alle Regioni dalla riforma voluta dalla Sinistra nel 2001, che ha portato ad un lungo ed estenuante contenzioso tra le Regioni stesse e lo Stato. Si abolisce il Cnel e, definitivamente, le Province. Si introduce il voto a data certa sui disegni di legge essenziali per l'attuazione del programma di Governo. Viene rafforzato l'istituto del referendum. Viceversa la riforma non contiene, come sostenuto da molti, alcun rafforzamento dei poteri del Presidente del consiglio». Vincesse il no, sostiene Pera, si allontanerebbe per sempre la riforma della Costituzione, si aprirebbe inevitabilmente una crisi politica che rafforzerebbe Grillo e la sinistra del Pd che fa capo a D'Alema e Bersani ed una crisi di credibilità dalle conseguenze imprevedibili, nei confronti dell'Italia da parte dell'Europa e dei mercati.

In precedenza Giuliano Urbani aveva a sua volta sostenuto le ragioni del sì: «Non possiamo permetterci il lusso di perdere questo referendum - ha spiegato l’ex ministro e tessera numero due di Forza Italia - lasciando la strada all'immobilismo assoluto, perché se vince il no l'unica cosa certa e che di riforma della costituzione non se ne parla più. Come può infatti il parlamento attuale essere in grado di fare nuove proposte? Non sono un grande fautore della riforma in sé e per sé, ma non ci sono alternative valide».

Urbani poi ha attaccato duramente il professor Gustavo Zagrebelsky: «Nel suo confronto in televisione con Matteo Renzi, Zagrebelsky ha negato ciò che ha scritto nei suoi libri di diritto costituzionale».

Nel corso dell'incontro il presidente Pera ha annunciato la costituzione a Lucca del primo comitato per il sì: si chiama “Liberisì nessun dorma” ed è coordinato da Mario Pardini. Chiunque vuole aderire può farlo tramite la mail: liberisìnessundorma @gmail.com

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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