La protesta
Resistenza alla polizia, nei guai 11 manifestanti
LUCCA. La procura ha inviato le prime notifiche di avviso di conclusione delle indagini ai partecipanti al corteo del 10 giugno scorso quando venne contestato Matteo Renzi all’esterno...
LUCCA. La procura ha inviato le prime notifiche di avviso di conclusione delle indagini ai partecipanti al corteo del 10 giugno scorso quando venne contestato Matteo Renzi all’esterno della chiesa di San Francesco da alcuni gruppi di estrema sinistra in occasione della visita durante il Festival del Volontariato. Gli indagati, accusati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, sono dieci. E a questi va aggiunto un minorenne nei cui confronti procede separatamente il tribunale dei minori. Le indagini, condotte dalla Digos della questura guidata da Leonardo Leone, hanno individuato attraverso i filmati l’azione dei facinorosi. Un corteo composto da 120 persone contro il “governo dello sfruttamento”, guidato dal centro Torpedo, dai Cobas e dai collettivi studenteschi e che giunse in piazza della Madonna dello Stellario cercando di rompere il cordone dei poliziotti. Furono minuti di grande tensione. La polizia, in tenuta antisommossa, al tentativo di sfondamento dei manifestanti, reagì facendoli arretrare. Lo schieramento delle forze dell’ordine non bastò comunque a placare gli animi con i poliziotti costretti ad usare i manganelli di fronte al tentativo dei manifestanti di superare il blocco ed accedere alla piazza. Lo scontro alla fine si risolse nel lancio di qualche fumogeno mentre la polizia aveva sequestrato la verdura e i cubetti di ghiaccio nei negozi della zona prima che potessero essere afferrati e lanciati dai contestatori. Momenti di grande tensione si erano consumati anche all'esterno della chiesa mentre il premier teneva il discorso. In quel caso lo sparuto gruppo di manifestanti venne disperso dagli agenti e carabinieri. L’analisi delle foto e dei video in possesso della polizia hanno permesso di individuare i presunti responsabili.
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