Il Tirreno

Lucca

Snai, licenza sospesa per 15 giorni

di Alessandro Bientinesi
Snai, licenza sospesa per 15 giorni

Il questore ordina la chiusura dopo l’arresto di uno spacciatore nei locali, il gestore critica la scelta

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LUCCA. Sospensione per quindici giorni dell'autorizzazione alla raccolta delle scommesse e all'esercizio del gioco. Questa la decisione presa del questore di Lucca Alessandro Giuliano nei confronti della Snai di Lucca in via Cantore. Lo scorso 27 settembre, infatti, in un'operazione della squadra mobile con il supporto della polizia municipale, proprio nei locali della Snai è stato arrestato con l’accusa di spaccio un cittadino marocchino.

Una decisione che non è andata giù a Maurizio Ughi, ex proprietario della Snai ma che detiene ancora la concessione per il punto oggetto della chiusura. «Ritengo sproporzionato il provvedimento del questure di Lucca Alessandro Giuliano che ha disposto la chiusura del negozio di scommesse in via Cantore per 15 giorni - spiega in una nota Ughi -. Da 47 anni sono concessionario dello Stato italiano per la vendita di giochi e scommesse. I giochi sono di proprietà dello Stato e il concessionario ha il compito di raccogliere per suo conto le relative giocate».

La scelta del questore, però, si lega al fatto che proprio nei pressi dei locali di via Cantore, se non in alcuni casi dentro la Snai, avvenissero gli appuntamenti tra spacciatore e clienti. «L'episodio di cessione di stupefacente ad un quattordicenne è stato preceduto da numerosi interventi e controlli delle forze dell'ordine - si legge nel comunicato della questura -. Dagli interventi e dall’attività di indagine è emerso che l'esercizio è abitualmente frequentato da persone da persone con precedenti».

Il marocchino fermato il 27 settembre, Abouamir Ezzarhouni, 28 anni pluripregiudicato per reati simili, è stato arrestato proprio all’interno del centro Snai dove stava giocando alle slot machines il ricavato della vendita della droga al minorenne. L’uomo aveva addosso 100 grammi di hashish, 5 di marijuana e 24 di cocaina. Nella sua abitazione di San Vito, poi, i poliziotti hanno trovato 60 grammi di hashish, 20 di cocaina emezzo chilo di marijuana.

«Il locale è per convenzione aperto al pubblico che ne ha libero accesso. L'unico divieto riguarda l'ingresso ai minori di 18 anni di età. Da sempre il nostro impegno si è orientato nel servire e tutelare i nostri clienti - dice ancora Ughi -. Nei limiti di legge e delle nostre possibilità ci siamo organizzati per allontanare quelle persone che con azioni a volte provocatorie hanno disturbato le altre centinaia di clienti tutti rispettabili e con comportamenti educati. Questa ordinanza lede immotivatamente la mia professione, la mia impresa e la mia persona. Oltre al grave danno economico ciò che sarò costretto a denunciare nelle sedi competenti è anche la mancata preventiva comunicazione di quanto il questore Alessandro Giuliano stava per disporre a mia insaputa. Siamo tutti e due servitori dello Stato, in ambiti diversi e con ruoli diversi, ma uno scambio di vedute e relative considerazioni delle diverse esperienze avrebbe sicuramente portato a risolvere con maggior determinazione quei problemi di pubblica sicurezza che tanto stanno a cuore alla cittadinanza e ovviamente anche alla mia persona».

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