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Lucca

Panino da casa: servono spazi separati

Panino da casa: servono spazi separati

Riunione sul caso mense tra genitori, dirigenti,  comune, Asl e provveditorato per decidere cosa fare alla luce della sentenza di Torino

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LUCCA. Erano presenti tutti la mattina di venerdì 30 settembre in sala corsi di palazzo Santini. Genitori, dirigenti scolastici, la Asl e il Provveditorato, insieme al Comune che aveva indetto un incontro per affrontare il tema della mensa e del pasto da casa. La riunione è andata avanti per circa due ore e ha registrato tutta una serie di interventi di molti dei genitori presenti in sala, sia a favore del servizio mensa sia a favore del pasto da casa.

Il sindaco Alessandro Tambellini, nel suo intervento iniziale, ha chiarito in maniera netta i termini della questione e la posizione dell'amministrazione comunale: «Riteniamo, e non da oggi, che il momento della mensa rappresenti un momento formativo essenziale della scuola, che riguarda la socializzazione e l'educazione alimentare. La sentenza di Torino ha introdotto un elemento nuovo, vale a dire il riconoscimento di un diritto individuale di scelta che non vogliamo in nessun modo disconoscere, pure in una fase ancora non definita dal punto di vista normativo. Quindi, considerando che negli anni il Comune si è strutturato per fornire un servizio mensa uguale per tutti gli utenti delle nostre scuole, oggi siamo chiamati a dare comunque delle risposte a quelle famiglie che intendono avvalersi del diritto riconosciuto di dare al proprio figlio il pranzo da casa. Per fare questo è importante che ognuno dei soggetti chiamati a intervenire faccia la propria parte con buonsenso, correttezza e responsabilità».

La dottoressa Ida Aragona, del Dipartimento Sicurezza Alimentare, ha messo in evidenza l'orientamento dell’Asl Nord Ovest che è quello secondo cui il consumo del pasto della mensa scolastica e del pasto da casa non possa avvenire nello stesso locale per problemi legati alla responsabilità nel caso di complicazioni che dovessero insorgere nel consumo dei cibi (in sostanza, se un bambino che mangia a mensa o un bambino che consuma il pasto da casa dovesse sentirsi male, di chi sarebbe la responsabilità?), oltre al fatto che non è chiaro quale tipo di pasto possa essere portato da casa e a chi debba spettare la pulizia e la sanificazione di eventuali locali diversi dal refettorio dove si consumi un pasto.

Dal canto suo il provveditore agli studi Donatella Buonriposi ha sottolineato che il tema, ormai di carattere nazionale, necessita della collaborazione delle parti: da un lato le scuole, in tempo di autonomia, sono chiamate a sciogliere certe questioni internamente al proprio istituto, ricercando le migliori soluzioni per far convivere i diritti di tutti gli utenti; dall'altra i genitori devono tenere conto delle difficoltà che la scuola sta attraversando in questa fase.

«Sarà importante in questa fase transitoria - ha concluso il sindaco Tambellini - che si trovi un punto di incontro fra i dirigenti scolastici e il fornitore dei pasti. Come amministrazione stiamo anche cercando di raccogliere le esperienze degli altri comuni, per esperire le migliori soluzioni al fine di garantire il diritto di tutti i bambini nelle nostre scuole. A questo proposito stiamo organizzando a Lucca per il prossimo 19 ottobre un dibattito pubblico con Anci Toscana che ritengo ci darà la possibilità di avere un ulteriore sguardo d'insieme sul tema».
 

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