Sicurezza
Palestre scolastiche: niente più sconti per quelle provinciali
Tariffe piene (dai 7 ai 12 euro) anche per le società con un settore giovanile, e c’è chi sceglie di trasferirsi
LUCCA. Il testo della convenzione, pronto a essere sottoscritto, ha cominciato ad arrivare giovedì 29 alle diverse società sportive interessate. In discreto ritardo, come viene fatto notare da diverse delle stesse società, e con una sgradita (ma prevista) novità.
Stiamo parlando della convenzione per l’uso delle palestre scolastiche degli istituti superiori. Palestre utilizzate al mattino dagli studenti ma, dal pomeriggio, messe a disposizione delle varie società che praticano sport indoor per i propri allenamenti. Palestre di competenza della Provincia, ente alle prese con una rivoluzione dopo la riforma Del Rio che si riflette, tra le tante cose, anche su quest’aspetto. Un ente che c’è e non c’è, dice, usando una metafora, qualche dirigente di società. In tanti negli ultimi giorni hanno fatto avanti e indietro dagli uffici della provincia per sottoscrivere finalmente quella convenzione (che, come detto sopra, solo nelle ultime ore sta arrivando nelle mani delle società), anche perché i tempi ormai sono stretti visto che dal primo ottobre gli impianti dovrebbero essere messi a disposizione delle società (mentre, negli anni passati, molte avevano cominciato ad allenarsi nelle palestre scolastiche già dal primo settembre).
Un problema, ma non il solo, collegato al fatto che dall’inizio del 2016 la Provincia, tra le altre, non ha più la competenza sullo sport. Quindi, per legge, non ha più la possibilità di concedere le agevolazioni che venivano date, fino a quel momento alle società che hanno un settore giovanile. Questo vuol dire far pagare tariffa piena a tutti, sia che si tratti di società amatoriali di adulti, sia che si tratti di società che fanno promozione o che avvicinano allo sport i giovanissimi (rivestendo dunque anche un alto valore sociale). Tariffe che sono di 12 euro l’ora per le palestre classificate come “grandi” (quella dell’Itis Fermi e quella maggiore del Vallisneri) e di 7 euro l’ora per quelle classificate come “piccole”, ossia tutte le altre (a cui aggiungere le spese per le pulizie). A chi faceva praticare lo sport ai giovani veniva però riconosciuto (giustamente) un dimezzamento della tariffa. Questo però non è più possibile. «La tariffa piena – spiega Luigi Pracchia, presidente del Centro Minibasket Lucca, realtà che porta sul parquet circa 200 bambini e ragazzi – era applicata già dalla fine di dicembre, ma allora, almeno l’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, attraverso il Panathlon, aveva permesso di “tamponare” la situazione e a mantenere la tariffa dimezzata».
Una situazione che rischia di compromettere il lavoro di chi dedica tutto se stesso all’educazione dei giovani allo sport. In particolare quando si tratta di pratiche poco note e che richiedono – da parte delle società – un grosso sforzo anche per farsi conoscere: una tariffa improvvisamente raddoppiata vuol dire mettere a rischio la sopravvivenza stessa dell’attività. È il caso del twirling, con l’unica società in tutta la Toscana che ha base proprio a Lucca, che svolge un gran lavoro già a partire con bambine di 4 anni e che recentemente ha anche conquistato due titoli nazionali. Ebbene, per sopravvivere, come spiega Ilaria Bertuccelli, punto di riferimento della società, è stato necessario trasferirsi: «Stiamo cercando di crescere, e ci arriva una tariffa raddoppiata per una palestra piccola. Quindi abbiamo abbandonato e ci siamo trasferiti in un altro impianto, ad Antraccoli, anche se questo ha comportato l’abbandono da parte di alcune allieve. Ma a quelle cifre era impossibile. Si parla tanto di promuovere lo sport tra i giovani e poi, però, non si guarda in faccia a nessuno».
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