Il Tirreno

Lucca

Il questore: i cittadini collaborino per la sicurezza

Il questore: i cittadini collaborino per la sicurezza

Giuliano: per la prevenzione unione fra popolazione e forze dell’ordine

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Collaborazione. Perché «non si può pensare di avere un poliziotto a ogni angolo di strada». E allora diventa indispensabile che siano i cittadini ad aiutare le forze dell’ordine - ognuno nei suoi ruoli - per prevenire i reati. Il questore Alessandro Giuliano si è insediato nel palazzo di viale Cavour da meno di sei mesi (ha assunto le sue funzioni l’11 maggio) ma già è in grado di tracciare un quadro definito delle criticità e dei punti di forza del nostro territorio. E l’occasione è stata una gradita visita che il dottor Giuliano ha effettuato nella redazione de Il Tirreno insieme al capo delle volanti Davide Caldarozzi.

Sicurezza reale e percepita. Il punto di partenza è la percezione che i cittadini hanno della questione sicurezza: un punto delicato, soprattutto per quanto riguarda il capitolo dei furti. «Si tratta - spiega il questore Giuliano - di un reato molto difficile da contrastare, perché non sono bande organizzate, ma persone che si spostano e colpiscono». Proprio per questo diventa particolarmente importante «comprendere che il sistema della prevenzione è composto dalle forze del’ordine e dai cittadini. Su questo dobbiamo essere molto chiari: noi non chiadiamo alla popolazione di difendersi da soli o di supplire alle nostre attività. Ma le segnalazioni che ci possono arrivare si sono dimostrate essere di grande importanza. È il caso della recente operazioni di arresti per spaccio di stupefacenti a Pieve Santo Stefano: l’indagine è stata fatta dopo una segnalazione. E la collaborazione dei cittadini può aiutare anche nel contrasto ai reati predatori, come il furto».

Giuliano sa che, al di là dei numeri e delle statistiche («che mi interessano poco», puntualizza) conta anche quella che è la “sicurezza percepita” da parte dei cittadini. E qui, anche in una realtà come Lucca che è senz’altro più tranquilla di molte altre in Italia, c’è molto lavoro da fare. «È chiaro - ragiona il questore - che dobbiamo darci da fare per far calare i reati. Ma dobbiamo fare qualcosa anche sulla “frattura” fra la situazione effettiva dei reati e quella che viene vissuta dai cittadini. Dobbiamo farci carico della percezione dell’insiscurezza. E per fare questo è necessario mantere un contatto costante e diretto con la popolazione. Sarebbe inaccettabile se a un certo punto scoprissimo che i dati dei reati sono in calo solo perché diminuiscono le denunce. Per questo io invito a denunciare ogni reato. Anche perché se questo non avviene c’è un’alterazione del dato complessivo e questo non ci consente di dislocare le nostre forze là dove servono. In ogni caso, devo dire che l’impressione è che a Lucca la gente denunci i reati che subisce».

In generale, l’informazione e la consapevolezza dei cittadini vengono messi ai primi posti delle priorità del questore. Anche per dare interpretazioni corrette di episodi come mancati arresti o scarcerazioni il giorno successivo allo “scatto” delle manette: «Bisogna cominciare a far capire come funzionano arresti e permanenza in carcere. Ad esempio in molti casi arrestiamo una persona che il giorno dopo viene giudicata per direttissima: in quel caso la tratteniamo nei nostri uffici per la notte e poi il giorno dopo spesso viene concessa una misura cautelare che non è la custodia in carcere. Ma questo è quello che prevede la legge. E certo la colpa non è dei magistrati. Noi diciamo ai cittadini: “Chiamateci pure tutte le volte che succede qualcosa, ma si sappia anche cosa possiamo fare secondo le leggi”».

Stadio e tifo. Dopo i fatti di Livorno, con i cori contro l’ex presidente Carlo Azelio Ciampi, Giuliano spiega quali saranno i suoi punti cardinali nella gestione del tifo da stadio, che vede il questore direttamente coinvolto, tra l’altro, per l’emissione dei Daspo: «Io farò rispettare le nomre con il massimo rigore. Gli stdi devono essere posti sicuri e accessibili, magari anche alle famiglie. Detto questo, voglio chiaramente dire che verranno contestate esclusivamente responsabilità individuali. Dal mio ufficio non partiranno Daspo a grappolo, né si punirà un’intera curva per il comportamento di dieci persone. Detto questo, la situazione allo stadio di Lucca mi sembra comunque piuttosto tranquilla».

La nuova questura. Il dottor Giuliano è a favore di un trasferimento della questura in un’altra sede: «È auspicabile, l’ho fatto presente fin dal primo giorno. Siamo in un bellissimo palazzo che però non è adatto alle nostre esigenze, soprattutto per gli spazi». La soluzione, che potrebbe essere quella di un trasferimento all’ex ospedale Campo di Marte, secondo Giuliano non è un miraggio: «Sono moderatamente ottimista - chiosa - perché vedo l’impegno di molti esponenti istituzionali».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web