Il Tirreno

Lucca

Tutto cominciò con “La profezia dell’Armadillo”

I primi lavori di Michele Rech, in arte Zerocalcare, sono fumetti, locandine di concerti e copertine di dischi per i centri sociali, cui è da sempre legato. Nella mostra che Lucca Comics gli...

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I primi lavori di Michele Rech, in arte Zerocalcare, sono fumetti, locandine di concerti e copertine di dischi per i centri sociali, cui è da sempre legato.

Nella mostra che Lucca Comics gli dedicherà, a palazzo Ducale, sarà possibile vedere anche questi primi lavori underground insieme alle produzioni successive, quelle che lo hanno reso uno degli autori più quotati e interessanti di oggi.

Per lui la notorietà è arrivata nel 2011 con il fumetto “La profezia dell'Armadillo”, prodotto dal disegnatore Makkox e ristampato l'anno dopo a colori: per Zerocalcare arriva anche il riconoscimento del festival Lucca Comics, che gli assegna il premio Gran Guinigi come miglior storia breve.

Seguono altri libri a fumetti e nuovi premi, tra i quali il secondo posto nella sezione giovani dello Strega 2015 con “Dimentica il mio nome”, il suo quarto libro, con cui ottiene di nuovo un riconoscimento a Lucca Comics.

Dello scorso anno, invece, il reportage a fumetti dal confine turco-siriano a supporto del popolo curdo: con il titolo “Kobane Calling” vince il premio Micheluzzi 2016 come migliore storia breve e, arricchito di una seconda parte inedita, diventa poi un best-seller in libreria.

La notazione più recente: è

suo il manifesto ufficiale di Lucca Comics 2016, edizione del mezzo secolo.

(p.t.)

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