Il Tirreno

Lucca

Vania, indagini sui cellulari sequestrati

di Luca Tronchetti
Vania, indagini sui cellulari sequestrati

L’ufficio del pubblico ministero dispone per giovedì la copia della memoria dei telefonini per studiarne il contenuto

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Giovedì 29 settembre negli uffici della polizia postale di Firenze si terrà l’accertamento tecnico irripetibile sui cellulari usati da Vania Vannucchi e dal suo carnefice Pasquale Russo. Verrà estratta dai telefonini sequestrati dalla Mobile la copia forense in formato digitale - un dispositivo di memoria di massa che comporta la clonazione e quindi la duplicazione - del contenuto in modo che non venga meno la genuinità dei dati. In sostanza l’operazione consentirà di copiare la memoria dell’hard disk estrapolando tutti i dati: sms, foto, telefonate, video. Un procedimento che il sostituto procuratore Piero Alessandro Capizzoto ha notificato alle parti del processo (indagati e persone offese) a garanzia della legge in modo che in sede dibattimentale non possono sorgere eccezioni procedurali. Un atto necessario, quello di copiare i file sull'iPhone, evitando che la difesa dell'imputato possa eccepire un'irregolarità delle forze dell'ordine in grado di invalidare l'atto. All’interno dei cellulari potrebbero trovarsi altri elementi di colpevolezza: minacce o pressioni tramite sms inviate alla povera vittima.

Inchiesta in dirittura d’arrivo. Una volta effettuata la copia forense resteranno pochi gli accertamenti da fare per la squadra Mobile. Prima tra tutti l’acquisizione di altri elementi probatori (testimonianze) che tendano a verificare l’esistenza di un legame tra la vittima e l’assassino e che la fine del rapporto abbia prodotto una reazione nell’uomo sfociata prima con lo stalking e poi con il delitto. In fase d’interrogatorio di garanzia Russo aveva risposto al magistrato di non aver visto più l’infermiera da almeno quattro mesi. Dichiarazioni del tutto inconcludenti rispetto alla realtà fattuale. La polizia ha già acquisito testimonianze che contraddicono la versione dell’omicida attualmente rinchiuso nel carcere di Prato. L’impressione è che la procura conti di chiedere il rinvio a giudizio dell’ex dipendente di una cooperativa che lavora per l’Asl entro la fine di novembre. Con il magistrato intenzionato, in base agli elementi raccolti, a non chiedere la perizia psichiatrica e a voler processare Pasquale Russo per omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e di pregressi episodi di stalking. Per la procura non ci sono dubbi: Vania Vannucchi venne arsa viva da quell'individuo che sosteneva di amarla e che invece la cosparse di benzina per poi appiccare il fuoco con la sigaretta e allontanarsi in scooter lasciandola morire con atroci sofferenze.

La difesa. I legali di Russo, avvocati Paolo Mei e Gianfelice Cesaretti, dopo aver nominato il dottor Massimo Marchi di Firenze, al momento hanno rinunciato alla perizia psichiatria per il loro assistito tendente a stabilire la sua capacità di intendere e volere al momento in cui ha compiuto il crimine. E quindi se persisteva o meno un vizio parziale di mente. Unica possibilità, per la difesa, di evitare all'ergastolo a Russo. Gli avvocati attendono il deposito degli atti d’indagine da parte dell’ufficio requirente per capire le carte di cui dispone la pubblica accusa e decidere a quel punto se convenga o meno la perizia psichiatrica.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web